Marchionne: «Una gara che entrerà nella storia»

Il presidente festeggia con piloti e scuderia. Seb come Schumacher 16 anni dopo Il suo urlo di gioia riecheggia nella radio. Kimi è invece rabbuiato: speravo di più
MONTECARLO. L'orgoglio e la passione Rossa tornano vive nello storico circuito di Montecarlo, una promessa, che ora sembra più vicina, di riprendersi il Mondiale.
La gara chiusa con la doppietta di Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen «entrerà nella nostra storia», dichiara il presidente della Ferrari, Sergio Marchionne, felice che la monoposto «finalmente sia riuscita a regalare ai nostri tifosi le soddisfazioni che meritano».
Per una giornata come questa il tedesco quattro volte campione del mondo aveva scelto di arrivare a Maranello, rischiando un salto bel buio in una scuderia che sembrava aver dimenticato come si vince. Dopo un 2015 in chiaroscuro e un 2016 più che deludente, grazie anche alle modifiche regolamentari la squadra gli ha dato una macchina vincente. Il terzo trionfo annuale, emblematico, lo ripaga di tante fatiche e amarezze.
«Sì, sì, siiì!. Grande lavoro ragazzi, molto buono!», ha urlato Seb nel team radio appena passato il traguardo dopo 78 giri tirati allo spasimo. «È incredibile. È un fantastico weekend per la Ferrari. È stata una gara davvero tirata. Speravo di fare una partenza migliore, e nella prima parte ci sono stati dei momenti in cui ero in difficoltà con le gomme. Poi però sono tornate a darmi buone sensazioni e ho sfruttato la finestra», ha aggiunto. Qualche problema alla ripartenza dopo l'ingresso della safety car, nel finale di gara: «Era davvero difficile con le gomme che si erano raffreddate, ma ho tenuto duro. È stato davvero un ottimo lavoro del team», ha proseguito spiegando il momento in cui, grazie ai pit stop, è riuscito a sopravanzare Kimi Raikkonen.
Il finlandese, l'altra faccia del trionfo. Un volto impassibile sul podio, evidentemente deluso nonostante la pole e il secondo posto: «Per me un secondo posto non è una bellissima sensazione. Davvero mi auguravo di portare a casa qualcosa di più». Ora più che mai, nella sfida alla Mercedes ancora tutta aperta, servirà tutto il suo contributo.
A spronare il finlandese, oltre al team, ci sarà Marchionne, entusiasta per la doppietta «in un Gp di grande tradizione, dove la Ferrari aveva vinto l'ultima volta nel 2001, con una doppietta di Schumacher e Barrichello. È stata una gara davvero emozionante, dove si è vista la vera Scuderia».
Dal punto di vista tecnico, Vettel ha vinto con un solo pit stop passando dalle gomme ultrasoft a supersoft, dopo aver effettuato un primo stint più lungo e più veloce, nei suoi giri finali, rispetto al compagno di squadra Kimi Raikkonen, partito dalla pole e poi secondo al traguardo. «Anche se è sempre stato chiaro che la strategia a un solo pit stop fosse quella ottimale», spiega Mario Isola, responsabile Car racing Pirelli, «i piloti hanno potuto scegliere tra momenti diversi per effettuare la sosta. Come previsto, il degrado e l’usura dei pneumatici sono stati minimi: ciò ha permesso anche alla ultrasoft di compiere lunghi stint, nonostante le temperature dell’asfalto fossero piuttosto alte per Montecarlo». La stessa strategia è stata utilizzata da Ricciardo per fare l’overcut e guadagnare così due posizioni rispetto alla partenza, conquistando il podio.
Vettel come Schumacher, 16 anni dopo. Imitare in Ferrari le gesta del grande campione era il suo sogno. Un pizzico di quello che significa l'ha provato di nuovo ieri, sommerso dai meccanici e osannato tifosi. Sul podio, felice accanto ad un impassibile Raikkonen, ha canticchiato l'Inno di Mameli dopo aver ascoltato in silenzio quello tedesco. La passione Rossa ha travolto anche lui.

