Marcinelle, la lapide dimenticata

La segnalazione dei cittadini: «Tutta sbiadita, è diventata illeggibile»
MANOPPELLO. Quest’anno ricorre il 65° anniversario della sciagura mineraria di Marcinelle. Il 6 agosto del 1956, a Manoppello, 23 famiglie piansero un marito, un padre, un figlio, un fratello o un amico rimasto vittima della tremenda disgrazia mineraria del Bois du Cazier nella “trista miniera di Marcinelle”. Ogni anno la città commemora quelle morti che segnarono la vita dei manoppellesi che vivevano anche delle rimesse dei congiunti che in Belgio, da quella miniera, traevano per loro e per i familiari rimasti in Italia il sostentamento per tirare avanti. E non solo loro, ma anche tanti altri residenti in paesi abruzzesi, italiani ed europei. Ancora oggi si legge giustizia perché «ai figli sia risparmiata la mortale odissea dei padri» sulla lapide marmorea che i Consigli di zona Val Pescara delle organizzazioni sindacali delle Cgil, Cisl e Uil, due anni dopo, nel 1958 in una commemorazione della tragedia, posero nella centralissima piazza Marcinelle, fulcro del centro storico cittadino, estrapolando parte del testo da un discorso tenuto dall’onorevole Umberto Terracini alla Camera dei Deputati. Ma in tanti in città, oggi, si rammaricano perché quella lapide da alcuni anni, è diventata illeggibile, scolorita dalle intemperie e dal sole che d’estate batte forte sul muro dove è fissata la pietra di marmo di Carrara, con incise 232 stellette a commemorazione delle 232 vittime, «per cui», dicono in paese, «sarebbe opportuno provvedere al ripristino della loro visibilità, riverniciando le lettere del testo ormai quasi tutte sbiadite». Lo chiedono i cittadini, ma lo rivendicano soprattutto i familiari dei minatori che, a volte, condizionati da questa trascuratezza, hanno l'impressione che le celebrazioni del triste evento siano solo retorica e niente più. “Un popolo senza memoria, è un popolo senza futuro” sentenziava Luis Sepulveda, scrittore e attivista politico cileno. «Che questo sia un elemento di sensibilizzazione dell’amministrazione comunale», chiedono i manoppellesi, facendo appello alla sensibilità del sindaco Giorgio De Luca, a provvedere nel breve tempo a ridare dignità al monumento.

