Marcinelle perde l’ultimo testimone

Morto in Canada Di Pietrantonio: aiutò a fare chiarezza sulla strage in miniera
LETTOMANOPPELLO. Si sono svolti qualche giorno fa a Brampton, in Ontario (Canada), i funerali di Ennio Rocco Di Pietrantonio, fratello del cavalier Nino Domenico, presidente dell'associazione "Minatori Vittime Bois du Cazier Marcinelle Lettomanoppello". Ennio Rocco fu l'aggancio nell'anno 2000, che permise di far colloquiare il fratello Nino Domenico con il minatore Antonio Jannetta originario di Bojano, che dichiarò di essere stato lui a incendiare la miniera del Bois du Cazier di Marcinelle, provocando la morte di 262 mina tori, dei quali 162 italiani, sui 274 impegnati quel giorno.
Riferisce Di Pietrantonio quanto Jannetta disse al fratello: «Mi è stato chiesto dall'ingegnere capo di appiccare il fuoco alla miniera in cambio di una casa bella e di un lavoro per me, in superficie. Al mio rientro in Italia feci esposto alla Procura della Repubblica di Pescara, senza però ottenere alcun esito positivo in merito». Di Pietrantonio apprese dal fratello anche un'altra vicenda, che dette una svolta alle ricerche sulle cause della tragedia e che permise di rintracciare il minatore Armando Giorgini di Mosciano Sant'Angelo (nella foto insieme con Ennio Rocco nella sua casa di a Toronto in Canada dove emigrò dopo la tragedia mineraria).
«Lui», riprende Di Pietrantonio «aveva appuntato nel suo diario (non è vero che nelle squadre di soccorso vi è stato un solo abruzzese, come spesso dichiarato dal minatore Silvio Di Luzio di Torricella Peligna), tutto ciò che trovava a mano a mano che scendeva nella miniera in fiamme e con chi scendeva, con nomi e cognomi, un diario che se fosse stato trovato avrebbe fatto emergere il nome di Giorgini, di cui non si è mai parlato, eppure venne fotografato insieme alla regina Elisabetta».
Con Nino Rocco se ne va l'ultimo testimone che avrebbe potuto raccontare ancora una volta di come andarono veramente le cose a Marcinelle. «Un personaggio importante dell'emigrazione italiana» scrive il professor Mario Nardicchia nel suo messaggio di cordoglio, «che ha contribuito a far luce sulla tragedia dove morì anche il suo papà Emidio». (w.te.)

