Marco e l’ultimo gesto d’amore: donati gli organi, sei vite salve

1 Luglio 2023

Il 19enne morto in seguito all’incidente sulla Riviera: dopo il via libera dei genitori, concluso l’espianto Il cuore destinato a Napoli, il fegato a Roma, cornee e reni all’Aquila. Lunedì sarà disposta l’autopsia

PESCARA. Sono sei le persone che potranno continuare a vivere grazie agli organi di Marco Di Giovanni, il 19enne di Pescara vittima, nella notte fra martedì e mercoledì, di un incidente con lo scooter sulla riviera nord. Ieri, dopo l’assenso dato dal papà Lucio, armatore pescarese, e mamma Francesca Ferrari, al giovane sono stati espiantati cuore, fegato, reni e cornee.
Per il cuore, all’ospedale pescarese è arrivata una équipe da Napoli, per il fegato da Roma mentre reni e cornee sono rimasti in Abruzzo: i reni sono andati al centro Trapianti dell’Aquila e le cornee alla Banca degli occhi sempre all’Aquila. Adesso la salma è a disposizione dell’autorità giudiziaria. L’obiettivo è fare ulteriori accertamenti per capire cosa è accaduto, se ci siano responsabilità e, nel caso, da parte di chi. Lunedì con ogni probabilità sarà disposta l’autopsia o comunque una ricognizione, al termine della quale saranno fissati i funerali. Delle indagini si sta occupando la polizia stradale.
L’incidente è accaduto attorno alle due. Marco stava percorrendo il lungomare da nord a sud quando, all’altezza dell’intersezione con via Muzii, la moto che guidava è finita contro un mezzo della nettezza urbana che si stava immettendo proprio da via Muzii sulla riviera, e stava svoltando a sinistra. Seduta dietro al conducente dello scooter, c’era una ragazzina di 14 anni che per fortuna non ha avuto conseguenze serie. Il 19enne, invece, nell’impatto ha riportato lesioni gravissime ed è stato ricoverato nel reparto di Rianimazione, dove giovedì mattina ne è stata diagnosticata la morte encefalica. Di qui l'iter per il prelievo degli organi, iniziato ieri alle 8.30 e terminato attorno alle 14. Un gesto di grandissima generosità quello dei genitori che appena tre anni fa, per una crudele coincidenza, sempre a giugno e sempre il 27, avevano perso il figlio maggiore Lorenzo, di 25 anni. Una tragedia da cui non si sono mai ripresi del tutto, continuando a vivere proprio per Marco e per sua sorella Marta di 27 anni, che con la mamma gestisce una tabaccheria a Sambuceto. Anche Marco aveva risentito moltissimo della morte del fratello. Per un periodo aveva anche interrotto gli studi all'istituto Nautico. Ultimamente sembrava tornato quello di sempre. Aveva ripreso a studiare e aveva anche conseguito il certificato di radiotelefonista. Con una delle barche del padre aveva iniziato ad andare in mare. Ed era contento. Martedì, poche ore prima della tragedia, aveva ritirato la macchina che i genitori gli avevano comprato. Stava realizzando i suoi desideri di ragazzo di 19 anni.
Sconvolta tutta la marineria, che ha poca voglia di parlare. Troppo dolore. Qualcuno ha annunciato che si fermerà «in segno di lutto». Incredulo l’armatore Massimo Camplone. «Lucio è nel mio cuore», dice, «non è umano perdere, nel giro di tre anni, due figli. Gli sono vicino. Sono vicino alla sua strepitosa famiglia. Tutti grandi lavoratori. Marco poi era un ragazzo educato, bravo, solare. Veniva ogni notte al porto a dare una mano al padre e allo zio. Un giovane in gamba». Non riesce ancora a crederci Giacomo Fanesi, segretario dell’associazione pesca professionale “Mimmo Grosso”. «Per tutti noi Lucio non è un compagno o un collega, ma di più. Non meritava questo». E alla famiglia arriva anche il cordoglio di Ambiente spa: «Con grande dolore», scrive l’amministratore delegato Valeria Toppetti, «la società Ambiente spa ha appreso la notizia della scomparsa del giovane Marco Di Giovanni per l’incidente stradale avvenuto in seguito all’impatto con il mezzo della società. Il Consiglio di amministrazione, gli uffici, gli operatori e tutta la società, manifestano la piena vicinanza alla famiglia Di Giovanni, molto amata nella nostra città e partecipe della sua vita lavorativa, umana e sociale».