Marco: Gomorra è una richiesta di giustizia

5 Luglio 2016

PESCARA. «Gomorra- La serie per la cultura della legalità: qualcuno dovrebbe prendere spunto!». Marco D'Amore fuma e twitta col cellulare appena gli riesce di sottrarsi all'assalto dei fan per selfie...

PESCARA. «Gomorra- La serie per la cultura della legalità: qualcuno dovrebbe prendere spunto!». Marco D'Amore fuma e twitta col cellulare appena gli riesce di sottrarsi all'assalto dei fan per selfie e autografi. L'attore casertano, accademia d'arte drammatica Paolo Grassi a Milano, è protagonista della fortunatissima serie "Gomorra" (Sky Atlantic) - Pegaso d'oro per la tv ai Premi Flaiano, domenica sera al Teatro D’Annunzio di Pescara - nella parte del boss Ciro Di Marzio detto l'Immortale. «Grande impegno nelle questioni scottanti e legame forte con lle radici», l'attore si dice coinvolto intimamente dal personaggio ormai cult di Ciro Di Marzio, «figura che nasce un po’ dall'anima nera radicata nella mia terra». Avete incontrato ostacoli nelle riprese in esterni a Scampia e Secondigliano? «No, abbiamo avuto intoppi solo nel mettere insieme la produzione. Quanto all'accoglienza ricevuta, abbiamo trovato più umanità in quell'ambiente di dolore che dove ti ricevono in giacca e cravatta. Gomorra esprime la richiesta di giustizia di una comunità. Altro che svago o intrattenimento. In Italia viviamo quotidianamente la diversità di tutto, clima, territori, tradizioni. L'appartenenza alla provincia è qualcosa di cui andare fieri, non da nascondere. Io sono cresciuto nel rione Acquaviva a Caserta e ho scelto di restare al Sud. Napoli per me è uno state of mind». (j.f.)

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