Mare, già pronti i divieti del 2018

20 Marzo 2018

Prelievi sulla costa, i bagni saranno vietati solo in dieci punti L’Abruzzo supera (quasi bene) l’esame per la prossima estate

PESCARA. Dieci punti rossi su 114 sottoposti alle analisi: la costa abruzzese comincerà quasi bene la prossima stagione balneare il cui inizio è fissato per il primo maggio e la fine per il 30 settembre. Il Centro pubblica in anteprima la mappa, già definita, della salute dei tratti di mare di fronte a 19 comuni, da Martinsicuro a San Salvo.
I COLORI. Sulla mappa, accanto a ciascun punto di prelievo, è riportato un colore: blu vuol dire eccellente, verde significa buono, il giallo corrisponde a sufficiente e il rosso a scarso. Ma solo in tre dei 19 Comuni i punti di prelievo sono tutti blu, si tratta di Fossacesia, Tortoreto e Montesilvano, mentre, per esempio, Roseto e Giulianova sono quasi del tutto eccellenti, fatta eccezione per la zona della foce del Tordino. Un solo giallo per Silvi, al contrario Marina di Città San’Angelo paga la presenza della foce del Saline che rientra fra le zone dei prelievi. Procedendo verso Sud, ritroviamo la variegata situazione di Pescara, le non perfette condizioni di Francavilla e San Vito e gli ampi tratti eccellenti da Torino di Sangro in giù.
CHI PARTE BENE. La mappa è aellegata alla delibera che la giunta regionale si appresta ad approvare. Lo farà nei prossimi giorni dopo aver incontrato a Pescara tutti i sindaci interessati. Ma già da oggi è possibile dire che partirà con gli handicap dei divieti ciascun tratto costiero che ha terminato la stagione balneare 2017 con un risultato negativo delle analisi dell'acqua.
Il meccanismo dei divieti è infatti semplice da capire e da applicare, ed è spiegato dal passaggio chiave della delibera che recita: «Per ciascuna acqua di balneazione classificata scarsa vanno adottate misure che hanno effetto a decorrere dalla stagione balneare successiva la classificazione».
E’ UN’EREDITÀ. In altre parole, l’eredità del 2017 si ripercuote sull’inizio della stagione del 2018: i tratti di mare puliti resteranno tali, quelli inquinati a fine estate esordiranno con i divieti anche l’anno seguente. La legge, infatti, prevede che «a conclusione di stagione balneare (in questo caso del 2017, ndr), occorre determinare nel dettaglio le acque idonee balneabili, le acque non adibite a balneazioni e permanentemente vietate, e le acque temporaneamente non balneabili per motivi igienico sanitario».
E’ stato così possibile definire la tabella riportata in alto dove troviamo, in corrispondenza del color rosso, le zone più nevralgiche classificate di qualità scarsa che, a loro volta, si distinguono in due categorie. Quelle che diventano tali perché lo sono state nei 5 anni precedenti (ma avranno una prova d’appello) e quelle con acque non balneabili in maniera permanente perché vicine a foci dei fiumi e ai porti.
SOLO IL 9 PER CENTO. Ma la tabella della salute del mare abruzzese mostra lunghi tratti di costa che godono di grande salute. Tratti che prevalgono nettamente sulle zone vietate, pari queste ultime ad appena il 9 per cento del totale: un ottimo viatico per la prossima stagione balneare.
I comuni interessati sono Martinsicuro, Alba Adriatica, Tortoreto, Giulianova, Roseto degli Abruzzi, Pineto, Silvi, Città Sant'Angelo, Montesilvano, Pescara, Francavilla, Ortona, San Vito Chietino, Rocca San Giovanni, Fossacesia, Torino di Sangro, Casalbordino, Vasto e San Salvo.
A CHI TOCCA. Per quanto riguarda le competenze spetta alla Regione l'onere di aggiornare, anno per anno, l'elenco delle acque di balneazione e quindi di intervenire con azioni volte alla rimozione delle cause di inquinamento.
Ai Comuni invece è affidata la competenza di delimitare, prima della stagione balneare, «le acque non adibite alla balneazione e quindi di apporre la segnaletica appropriata che indichi i divieti».
I NON CLASSIFICATI. Nella mappa però oltre ai colori blu, verde, giallo e rosso, troviamo anche le zone “non classificate” che corrispondono alle acque di balneazione di qualità scarsa in cui, si legge nella delibera, sono obbligatorie per la riapertura le richieste, da parte dei Comuni, di misure di risanamento con la possibilità di revocare il divieto solo dopo «due campionamenti consecutivi con esito favorevole». Quindi anche nei tratti più scarsi c’è ancora la possibilità di salvare sia la stagione 2018 che i guadagni.