Mare, i bagni sono vietati ma in acqua si balla

13 Agosto 2018

Ignorati i cartelli a Fosso Vallelunga, gente a mollo anche nella zona a nord Nessun controllo sulle spiagge, ma l’ordinanza prevede multe fino a 500 euro

PESCARA. C’è chi prende il sole steso sulle sdraio in acqua, chi nuota, chi gioca a palla e persino chi fa lezione di acquagym. I divieti di balneazione all’altezza di via Balilla, via Galilei e Fosso Vallelunga sono stati emanati sabato dal sindaco Marco Alessandrini per i soliti problemi legati alla scarsa qualità delle acque, ma i pescaresi continuano a fare il bagno anche nei tratti di mare chiusi, nonostante il rischio di multe salatissime.
I cartelli, come prevede la normativa vigente, sono stati sistemati nei tratti di mare interessati dal provvedimento temporaneo, ma molti bagnanti ammettono di non averli visti «perché troppo piccoli e non adeguatamente visibili» oppure di ignorare volontariamente le prescrizioni «visto che si tratta di una misura precauzionale». Il divieto, infatti, viene adottato ogni volta che piove, come lo scorso venerdì, e il depuratore non riesce a far defluire l’acqua piovana, attivando così la procedura di emergenza che prevede l’apertura delle pompe di sollevamento per la fuoriuscita degli scarichi fognari nel fiume, e quindi nel mare. Oggi, se i doppi prelievi effettuati nelle 48 ore successive dovessero dare esito negativo, il divieto di balneazione temporaneo sarà rimosso.
Tuttavia la legge in materia è chiarissima. Come si nota sull’ordinanza sindacale, per i trasgressori sorpresi a farsi il bagno nonostante l’interdizione, è prevista una sanzione amministrativa pecuniaria che va da un minimo di 25 a un massimo di 500 euro. Ma ieri, nella domenica precedente Ferragosto, ben pochi sono stati i controlli in spiaggia da parte delle forze dell’ordine. Tant’è vero che nelle prime ore, quindi quando lo stop era ancora in corso, nel tratto di mare della riviera sud in corrispondenza di Fosso Vallelunga i cartelli con il divieto erano stati divelti, per poi essere ripristinati qualche ora più tardi, quando ormai molta gente era già arrivata in spiaggia. A segnalarlo e a fotografare i cartelli gettati sulla spiaggia, è stato l’ex assessore comunale e presidente dell'associazione civica “Pescara mi piace” Armando Foschi. E non è tutto. Sempre ieri mattina, intorno alle 11.30, nello stesso tratto di mare al confine con Francavilla dove non si potrebbe fare il bagno, è stata organizzata da uno stabilimento persino una lezione di acquagym a cui hanno partecipato una decina tra signore e ragazze.
Stesso discorso in pieno centro, nell’area davanti via Balilla e via Galilei, dove ieri mattina c’erano le sdraio degli stabilimenti sistemate a riva, in acqua, i pedalò e i mosconi al largo e molti bagnanti in mare, compresi tanti bambini che giocavano a riva, sotto lo sguardo dei bagnini. Alcuni gruppi di ragazzi, incuranti dei cartelli, giocavano a racchettoni o a palla, altri nuotavano tranquillamente.
«È l’ultima ciliegina sulla torta del sindaco Alessandrini», commenta Armando Foschi, «che va così a suggellare la sua ultima estate da primo cittadino del capoluogo adriatico, città di mare e dal turismo balneare che con l’attuale amministrazione Pd ha vissuto le cinque peggiori stagioni estive della propria storia».
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