Mare-Monti, l’udienza slitta al 30 ottobre

Difetto di notifica nel processo che vede imputati tra gli altri il governatore D’Alfonso e i fratelli Toto
PENNE. Un difetto di notifica a due società imputate ed ecco che il processo Mare-Monti slitta ancora, al prossimo 30 ottobre. Il rinvio si è reso necessario per consentire la notifica della citazione alle due società imputate, le cui posizioni sono state ricollegate al procedimento principale.
Nel corso della prima udienza dovrebbero essere discusse le questioni preliminari e le ammissioni delle prove. Tra gli undici imputati spiccano i nomi dell’attuale presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, e degli imprenditori Carlo, Paolo e Alfonso Toto. Accusato di falso e truffa, il governatore è imputato come ex presidente della Provincia di Pescara.
La realizzazione della strada veloce, che avrebbe dovuto collegare l’entroterra vestino con la costa pescarese, si fermò dopo soli quattro mesi dall’avvio del cantiere. A stoppare i lavori, nel 2008, un errore progettuale che portò il cantiere a invadere la fascia di rispetto dell’Oasi del Lago di Penne. Secondo l’accusa, l’appalto venne stravolto per avvantaggiare l’impresa Toto.
Gli altri imputati nel procedimento, accusati a vario titolo di truffa aggravata, falso ideologico e concussione, sono il progettista della strada Carlo Strassil, arrestato il 19 aprile 2010; l'ex provveditore alle Opere pubbliche della Toscana, Fabio De Santis, responsabile del procedimento; Valeria Olivieri, commissario straordinario; Cesare Ramadori, del cda della Toto; Paolo Lalli, direttore dei lavori; Michele Minenna, dirigente Anas; Angelo Di Ninni, incaricato dalla Provincia di Pescara di valutare l'incidenza ambientale della variante.
I sindaci dell'area vestina, intanto, hanno richiesto a Regione e Anas che l'iter per la realizzazione della strada riparta quanto prima. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

