Mare pulito, ecco i risultati

Goletta verde di Legambiente fa le analisi: inquinati quattro luoghi della costa
TORINO DI SANGRO. Goletta verde di Legambiente veleggia in Abruzzo e monitora la qualità delle acque. Degli otto punti campionati sulla costa, la metà risulta oltre i limiti di legge. Nel mirino ci sono sempre canali e foci, i principali veicoli con cui l’inquinamento microbiologico, causato da cattiva depurazione o scarichi illegali, arriva in mare.
È questa in sintesi la fotografia scattata lungo le coste dell'Abruzzo da un team di tecnici e volontari di Goletta Verde, la storica campagna di Legambiente dedicata al monitoraggio ed all’informazione sullo stato di salute delle coste e delle acque italiane. Se ne è parlato nel corso di una conferenza stampa nella riserva regionale Lecceta di Torino di Sangro.
Per la prima volta quest'anno la campagna ambientalista non segue il classico itinerario coast to coast a bordo dell'imbarcazione, che si prende una piccola pausa nel rispetto delle restrizioni per il distanziamento fisico imposte dalla pandemia. Il viaggio ideale lungo la Penisola vive infatti di una formula inedita, ma che ugualmente punta a non abbassare la guardia sulla qualità delle acque e sugli abusi che minacciano le coste italiane. I parametri indagati sono microbiologici (Enterococchi intestinali, Escherichia coli) e vengono considerati come “inquinati” i campioni in cui almeno uno dei due parametri supera il valore limite previsto dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia (Dlgs 116/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010) e “fortemente inquinati” quelli in cui i limiti vengono superati per più del doppio del valore normativo.
In Abruzzo sono stati due i punti campionati in provincia di Teramo. Fortemente inquinato il punto sulla foce del fiume Vibrata, in località Villa Rosa, tra i territori comunali di Martinsicuro e Alba Adriatica. Entro i limiti, invece, il punto sulla spiaggia di fronte “Thaon” sul lungomare Zara a Giulianova. Due anche i punti indagati in provincia di Pescara, entrambi risultati entro i limiti di legge. Si tratta della spiaggia vicino alla traversa IV, a cento metri a sud del fiume Saline, nel comune di Montesilvano, e della spiaggia in corrispondenza di piazza Primo Maggio a Pescara.
Quattro, infine, i punti monitorati in provincia di Chieti, di cui solo uno risultato entro i limiti previsti dalla legge: la foce del fiume Sinello a Casalbordino. Sono stati giudicati “fortemente inquinati” i punti sulle altre tre foci in provincia: quella sul fiume Alento a Francavilla al Mare, sul fiume Feltrino, a Marina di San Vito nel comune di San Vito Chietino e sulla foce del canale in località “La foce” a Rocca San Giovanni.
È da notare come tutte le foci risultate “fortemente inquinate” nel Chietino siano a ridosso dei lidi sia attrezzati che di spiaggia libera, in cui la potenzialità il potenziale afflusso di bagnanti nei pressi dei punti è stata definita “alta” dai tecnici di Legambiente.
«Il quadro delle acque abruzzesi conferma la necessità di attenzionare le criticità in alcuni punti della costa dei Trabocchi, che conserva ad ogni modo le tre vele della Guida Blu», ha commentato Giuseppe Di Marco, presidente di Legambiente Abruzzo, «sarà necessario implementare una strategia condivisa con tutti gli attori interessati e compiere uno sforzo ulteriore, al fine di migliorare la qualità di un territorio al centro dello sviluppo turistico della Regione». (c.s.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

