Mare sempre più inquinato scatta l’ora della protesta

15 Febbraio 2016

Per la prima volta uniti balneatori, albergatori, commercianti e ambientalisti Oggi incontrano i politici: fateci vedere le carte. E si presentano con una proposta

PESCARA. «È finito il tempo, non si chiacchiera più». È il giorno della resa dei conti per i balneatori in primis, ma anche per le altre forze economiche cittadine che, per la prima volta unite contro l’inquinamento di mare e fiume, questa mattina si troveranno davanti alla sede della Regione di viale Bovio (alle 9,30) e poi nell’auditorium della circoscrizione Castellamare (alle 10,30) dove avranno un confronto diretto, carte alla mano, con il sindaco Alessandrini, il presidente della Regione D’Alfonso, il sottosegretario all’Ambiente Mazzocca e i sindaci dei comuni limitrofi.

«È la prima volta che facciamo fronte unico», commenta Domenico Pagliari dello stabilimento Apollo, «perché la situazione è drammatica, è una lotta contro il tempo per salvare una stagione che si annuncia fortemente a rischio. Ma questa volta ci muoviamo in massa perché la politica, le istituzioni, devono fare non il cento, ma il mille per mille per recuperare tutto l’immobilismo che c’è stato da settembre a oggi. Non hanno capito che il problema non è più degli stabilimenti, ma dell’intera costa pescarese, hanno rovinato un’intera città».

E di emergenza cittadina parla anche Stefano Cardelli, titolare del Nettuno e presidente del Ciba, il consorzio balneatori affiliato a Confartigianato. «È scaduto il tempo», ripete l’imprenditore pescarese, «domani (oggi ndr) ci devono portare i documenti, ci devono spiegare che cosa sta succedendo, e non parlo solo da balneatore, ma anche da papà e da cittadino. Vogliamo capire che cosa stanno facendo per salvare l’unica cosa che ha Pescara e vogliamo partecipare alla verifica dei cronoprogrammi di cui parlano tanto. Perché questa deve diventare la battaglia di tutta la città», sollecita Cardelli, «non a caso abbiamo fatto fronte comune tutti: ambientalisti, commercianti, balneatori, albergatori. È una battaglia campale per tutti, una battaglia che anche la cittadinanza deve sposare, perché sul mare e sulla salute non si può più scherzare. Purtroppo per 50 anni la politica ha permesso di tutto trasformando il fiume Pescara in una cloaca a cielo aperto, una vergogna regionale che deve indignare tutti quanti. Adesso vogliamo risposte concrete, anche sulla base di proposte concrete che domani (oggi ndr) andremo a fare». Dice Nicola Rabuffo, titolare dello stabilimento Orsa Maggiore iscritto alla Sib Confcommercio: «Siamo stanchi delle chiacchiere, vogliamo che funzionino i depuratori, che siano tappati gli scarichi abusivi e che si riesca a rompere finalmente la diga foranea. E non ci fermeremo. Per marzo siamo già pronti per una grande manifestazione».

Più a sud, dall’altra parte del fiume, chiede la stessa cosa Giuseppe Di Giacomo, dello stabilimento Coralba. «La cosa immediata da fare è bucare la diga foranea, perché se l’acqua del fiume non riesce a defuire il problema resta. Un problema che già 20 anni fa i balneatori, tra cui anche mio padre, avevano segnalato con una raccolta di firme avviata da Antonio Spina, per opporsi alla realizzazione della diga foranea che invece alla fine è stata fatta, rivelandosi un tappo come si temeva. Ma ora conta salvare la stagione, e noi una proposta ce l’abbiamo». Non vogliono svelarla in anticipo gli addetti ai lavori che, stanchi di accodarsi alle promesse della politica, si sono messi a studiare carte e soluzioni tecniche.

Tra questi c’è Lorenzo Papa, del Plinius: «Andiamo incontro al probabile divieto di balneazione, quest’estate, e su questo balneatori, famiglie e tutte le altre categorie hanno fatto fronte comune. È un’emergenza che riguarda tutti e per questo porteremo delle proposte finalizzate a tutelare la balneabilità e la salute pubblica. Se c’è la volontà, sono proposte risolutive. Perché è vero, il fiume va risanato, ma bisogna mettere una pezza alla stagione balneare che arriva. Mai più come l’anno scorso, mai più come la scorsa estate», ripete il balneatore che a nome della categoria si appella alla città: «È arrivato il momento di fare pressioni tutti insieme, non so in quale modo, ma intanto con l’esserci, partecipando alle manifestazioni che per la prima volta vedono balneatori e le altre categorie uniti per un’unica causa. Il prossimo appuntamento è a marzo».

Comincia da qui, oggi, la battaglia del movimento “Vogliamo fiumi e mare puliti” avviato dalla Confcommercio a cui partecipano anche Confesercenti, Cna, Confartigianato, Federalberghi, Alberghiamo, Federturismo, Assobalneari-Confindustria, Sib-Confcommercio, Ciba, Cna Balneatori, Forum H20, Federconsumatori, Associazione B&B Parco Majella Costa dei Trabocchi, Uppi, Fimaa.

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