Mareggiate, scogliere da rinforzare

Francavilla, appello alla Regione e al Comune degli imprenditori turistici
FRANCAVILLA. «La nostra spiaggia sta morendo. Basta con il ripascimento, continuare ad aggiungere sabbia significa buttare i soldi in mare. Servono interventi strutturali sulle scogliere, che non si fanno da 30 anni. Sono disposto anche a metterci soldi miei». Dopo le violente mareggiate dei giorni scorsi, che hanno inghiottito porzioni di spiaggia del litorale di Francavilla, il presidente della locale associazione di imprenditori turistici (Itf), Mauro Cioffi, lancia un appello alle istituzioni competenti ad attuare progetti di salvaguardia della costa intervenendo non sull'arenile, aggiungendo sabbia ogni anno, ma sugli scogli frangiflutti. Le bombe d'acqua che si sono abbattute lo scorso fine settimana sulla costa abruzzese hanno provocato l'erosione della spiaggia a Francavilla, con danni alle strutture balneari, da nord a sud della riviera cittadina. In diverse concessioni il mare è avanzato oltre la prima fila delle palme, arrivando anche agli stabilimenti.
«La sabbia che ogni volta viene messa per ampliare la spiaggia viene risucchiata alla prima mareggiata, anzi sono le stesse maree che la spostano», spiega il balneatore, titolare del Lido Bianco, «sono lavori che non servono, soldi sprecati». Utilizzando Google Earth, la famosa applicazione con le mappe e le immagini satellitari dell'intero pianeta che consente anche di tornare indietro nel tempo e vedere i luoghi com'erano negli anni passati, ha constatato che la spiaggia di Francavilla si rimpicciolisce di anno in anno, il mare avanza incessantemente. «Non si fanno lavori di manutenzione delle scogliere da decenni, gli scogli stanno affondando nella sabbia. E' lì che devono intervenire con opere di manutenzione», afferma Cioffi, «Con i soldi che ogni anno spendono con la sabbia che poi viene spazzata via, si potrebbero aggiustare diverse scogliere. In pochi anni verrebbe sistemata tutta la spiaggia di Francavilla. Se è vero che la manutenzione spetta al Comune, e questo la Regione lo deve ancora mettere nero su bianco, il Comune dovrà trovare i fondi e occuparsene. Se invece il compito spetta alla Regione, il governo regionale ha il dovere di intervenire al più presto, ma basta con le chiacchiere, ci vogliono i fatti. Se serve voglio anche fare la mia parte economicamente, ma per un intervento utile a risolvere il problema per diverso tempo. Già c'è un calo di presenze perché la gente ha paura dell'inquinamento, qui si rischia di chiudere del tutto».

