Maria, caposala che non si arrende mai

31 Maggio 2020

La sua testimonianza: ho consolato i colleghi nei momenti di sconforto. Tutto è andato bene

PESCARA. «Mi passano tante immagini per la mente. Tra queste, quei sacchi rossi che custodivano gli effetti personali dei pazienti. Se li trovavo la mattina, significava che qualcuno non c’era più. Ma ero certa che le lacrime di uno di noi riuscivano a sopperire in qualche modo all’assenza in quel momento, non voluta, di un familiare». Maria Stillante si è fatta in quattro. La caposala dell’unità operativa complessa di Malattie infettive dell’ospedale di Pescara è stata la spalla sulla quale gli operatori sanitari si poggiavano nei momenti di sconforto. Ma è stata anche quella che ha dovuto smontare e rimontare reparti da un giorno all’altro per accogliere sempre più pazienti Covid. «Nessuno avrebbe mai pensato di trovarsi in una pandemia che ha stravolto la nostra vita professionale e personale», spiega Stillante. «Da subito abbiamo dovuto modificare strutturalmente il nostro reparto, il sesto piano ovest, per poter rispondere all’emergenza. Contemporaneamente, è stata organizzata h24, e con grande sacrificio dell’equipe, una struttura dove arrivavano persone con sintomatologie sospette per Covid. Dopo l’arrivo del primo paziente positivo, è stato un susseguirsi di ricoveri fino a trasformarci in reparto con semi intensiva e posti letto di terapia intensiva. Purtroppo, però, di posti ne servivano sempre di più. Abbiamo iniziato così ad organizzare altri reparti di malattie infettive Covid. I pazienti aumentavano in maniera esponenziale», racconta la caposala, «e il mio ruolo all’improvviso venne stravolto. Bisognava esserci fino a quando si riusciva a reggere la fatica. Bisognava esserci per accogliere chi aveva momenti di sconforto e di paura per il contagio e per asciugare le lacrime per essersi isolati per amore della famiglia. Molti mi hanno chiesto come facciamo. Chi sceglie questo lavoro scopre di avere una forza inaspettata, sa di non essere un eroe ma un operatore chiamato al proprio ruolo. Ringrazio tutti i colleghi e i giovani infermieri che hanno scelto di venire nei reparti Covid».
«Bisognava ripetere che sarebbe andato tutto bene», conclude Stillante, «e la gioia di salutare chi andava a casa era tanta. Da pochi giorni è stato realizzato il nuovo ospedale Covid che richiede una nuova organizzazione ed energie. Sì, è andato tutto bene grazie al contributo di tutti». (g.g.)
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