Marianna Scoccia: «Sono e resto nella maggioranza»

13 Febbraio 2019

Eletta con più di 5mila voti nella lista Udc la candidata che FI e Lega non volevano Rotondi: «Un buon risultato, nonostante gli alleati fossero tutti contro di noi» 

PESCARA. Marianna Scoccia resta saldamente ancorata alla maggioranza di centrodestra appena arrivata al governo della Regione. A tagliare corto, dopo i veleni della campagna elettorale da parte delle altre forze della stessa coalizione, che avevano posto uno stigma sulla candidatura della Scoccia, è lei, forte di un seggio in consiglio regionale conquistato con più di 5mila preferenze personali. Un seggio conquistato a dispetto di chi la voleva fuori perché moglie di Andrea Gerosolimo, l’ex assessore regionale nella giunta D’Alfonso, dalla quale si era però dimesso non condividendone più il percorso. «Noi siamo stati eletti in maggioranza», dice, «i 17.308 voti che abbiamo portato a livello regionale, di cui 10.204 solo nella provincia dell’Aquila, sono voti di maggioranza. Sono convinta che Marsilio ha tutto l’interesse di governare al meglio la Regione Abruzzo. Sono certa che capirà e che ci incontreremo a breve». Marianna Scoccia ha detto di voler rappresentare in Regione non solo il territorio della provincia dell’Aquila. «Siamo abituati a fare un gioco di squadra», ha aggiunto, «e quindi continueremo per il meglio. Non ho ascoltato e non ho voluto raccogliere nessun tipo di polemica in campagna elettorale», ha aggiunto, «quindi figuriamoci se vogliamo farlo adesso, che siamo stati eletti e abbiamo una rappresentanza in Regione. Questo è importante anche perché 5.257 preferenze credo che non siano uno scherzo, ma un risultato assolutamente importante. Quindi oggi iniziamo a gettare le basi per un nuovo lavoro».
Presenti alla conferenza stampa, nella sede di via Carducci, a Pescara, Gianfranco Rotondi, presidente nazionale della federazione della nuova Democrazia Cristiana, Giampiero Catone, coordinatore di Rivoluzione Cristiana, Angelica Bianco, segretario regionale della Dc, e numerosi candidati delle liste provinciali che hanno partecipato alla competizione elettorale per il rinnovo degli organismi regionali.
A rafforzare il concetto è stato proprio Gianfranco Rotondi. «Scoccia è una consigliera che fa parte della maggioranza perché la Democrazia Cristiana è apparentata alla maggioranza». Poi, ha aggiunto, se il presidente non vorrà tenerne conto nella formazione della giunta si tratterà «di una scelta politica pienamente legittima. Dobbiamo guardare al futuro, e il futuro è il governo del presidente Marco Marsilio che lo comporrà secondo gli equilibri che sono venuti dall’elettorato e secondo le scelte che riterrà più opportune».
Un accenno anche a Gaetano Quagliariello, che con Idea faceva parte della lista della Dc, ma che aveva preso le distanze non tanto dalla candidatura di Marianna Scoccia, maturata nonostante il veto di Lega e Forza Italia, ma sul metodo, affermando di non essere stato informato «del cambiamento della lista rispetto a quella che era stata concordata». La Dc, ha detto Rotondi, «ha ospitato un parlamentare eminente in una lista molto caratterizzata ideologicamente, che era la lista della Democrazia Cristiana. Siamo felici di averlo ospitato, siamo felici di averlo con noi anche nelle battaglie future. Siamo onesti, questa è stata la lista Scoccia», ha osservato, «i voti sono stati tutti da una parte, bisogna riconoscere a questa combattente di avere avuto un grande successo e a tutti gli altri candidati di avere concorso sapendo che la probabilità più alta sarebbe stata quella che è stata, cioè l’elezione della signora Marianna Scoccia. Chi avanza pretese è fuori luogo». A livello regionale la lista ha riportato il 2,33% delle preferenze. Ben lontano dal quel 6% ipotizzato in campagna elettorale. «Un risultato buono, inferiore alle aspettative, ma buono. La Dc», ha concluso Rotondi, «è stata combattuta da tutto il centrodestra, che ha fatto la campagna elettorale contro di noi, piuttosto che contro gli avversari. Nonostante tutto siamo rimasti in piedi e abbiamo eletto proprio la persona che loro non volevano».
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