Marineria, appello al ministero per pescare di meno

22 Novembre 2015

PESCARA. Gli armatori di Pescara, Ortona, Giulianova e San Benedetto del Tronto non hanno intenzione di tornare il mare quattro volte a settimana, nonostante che abbiano la possibilità di farlo dal 6...

PESCARA. Gli armatori di Pescara, Ortona, Giulianova e San Benedetto del Tronto non hanno intenzione di tornare il mare quattro volte a settimana, nonostante che abbiano la possibilità di farlo dal 6 dicembre in poi.

Intendono continuare a pescare tre volte a settimana, perché, dicono, non ha senso lavorare di più, considerato che in questa fase l’area di pesca è molto ridotta per le limitazioni imposte dall’Unione europea. L’obiettivo principale resta di ampliare la zona accessibile alle imbarcazioni, comprendendo anche la cosiddetta “fossa di Pomo”. Questa la posizione delle marinerie, ribadita nel corso di un incontro a cui hanno partecipato, oltre ai rappresentanti degli armatori, i comandanti delle capitanerie di porto di Pescara e Ortona, Enrico Moretti e Nicola Attanasio, l’assessore regionale Dino Pepe, il presidente della Regione Luciano D’Alfonso e l’assessore comunale di San Benedetto Fabio Urbinati.

Il fronte sembra compatto ma le marinerie puntano a risposte concrete, che possono arrivare solo dal ministero. Un incontro a Roma è fissato per il primo dicembre e nel frattempo andrà stilato un documento con tutte le richieste.

«L’area in cui peschiamo è di appena 510 miglia quadrate e si restringerà con l’impianto Ombrina mare», spiega Mimmo Grosso in rappresentanza degli armatori, che sono circa 200, tra le varie marinerie. «Portiamo a casa tutti la stessa qualità di pesce, alcune specie non si trovano affatto, con ripercussioni negative sul prezzo. Anche l’indotto ne risente», dice Grosso. «Chiediamo di ridurre lo sforzo di pesca, cioè le nostre uscite in mare, da 4 a 3 giorni durante tutto l'anno a 2 giorni dal primo giugno al 30 settembre. Per la tutela delle specie ittiche, proponiamo l’interdizione alla pesca da 0 a 6 miglia (da giugno a settembre), ma chiediamo come contropartita che la fossa di Pomo sia accessibile a tutte quelle imbarcazioni che intendono aderire. In vista di Ombrina mare chiediamo di uscire 3 volte a settimana ma abbiamo bisogno dell’appoggio delle associazioni di categoria. E le giornate di mancato lavoro devono rientrare nella cassa integrazione in deroga. Se riceveremo un no solleciteremo un indennizzo. Altrimenti, protesteremo, e sarà un Natale amaro».©RIPRODUZIONE RISERVATA