Marito non accetta la separazione e minaccia la moglie con la pistola

Trentenne arrestato dai carabinieri dopo la richiesta d’aiuto lanciata dalla donna in preda alla paura Davanti ai militari il racconto choc della donna: mesi di telefonate e messaggi con una raffica di insulti
MONTESILVANO. Non accettava la separazione dalla moglie, avvenuta nel dicembre 2022, e da quel momento ha cominciato a perseguitarla e ad essere sempre più aggressivo. Due sere fa, si è presentato sotto casa sua, arrivando a minacciare di morte lei e i suoi familiari con una pistola. A raccontarlo è stata la stessa vittima ai carabinieri, che immediatamente si sono precipitati sul posto con due pattuglie, immobilizzando l’uomo, un 30enne italiano, attualmente rinchiuso in carcere con l’accusa di stalking. Il fatto è accaduto a Montesilvano. Dopo averlo bloccato, i militari hanno perquisito sia lui che la sua macchina. Nessuna traccia dell’arma. La donna, sconvolta, ha riferito poi in sede di denuncia di ripetuti comportamenti aggressivi e vessatori da parte dell’ex, padre dei sui due figli, dopo la loro separazione. Telefonate, messaggi continui, offese, discussioni per qualsiasi motivo. Ogni giorno sempre peggio. Insomma, un inferno.
Il clou è stato raggiunto mercoledì sera quando l’uomo si è presentato sotto casa sua e ha cominciato prima ad offenderla e poi ad aggredirla. Con lei c’erano alcuni familiari che hanno cercato di difenderla e hanno più volte invitato lui ad andarsene e a lasciarla stare. Per tutta risposta, il 30enne avrebbe preso una pistola e minacciato sia la donna che i parenti. La vittima, terrorizzata, ha chiamato il 112, dicendo che il suo ex marito la stava aggredendo e che aveva una pistola. Immediatamente la centrale operativa di Pescara ha avvisato i carabinieri della compagnia di Montesilvano e nel posto indicato dalla donna, nel giro di pochissimi minuti, sono state inviate due pattuglie. Al loro arrivo, l’uomo era ancora lì, molto agitato. È stato bloccato e subito dopo perquisito. Sulla base di quanto riferito dalla vittima, dalle testimonianze raccolte e «dai gravi elementi probatori raccolti», nei suoi confronti è scattato l’arresto in flagranza ed è stato rinchiuso a San Donato in attesa dell’udienza di convalida.
Nelle settimane scorse, sempre i carabinieri della compagnia di Montesilvano, erano intervenuti a Città Sant'Angelo per un’altra storia simile. A finire in manette, un 40enne, residente in paese. Nonostante fosse sottoposto alla misura dell’affidamento in prova ai servizi sociali, continuava a minacciare, a insultare e a picchiare la compagna. A seguito di alcune segnalazioni, secondo cui non aveva smesso di maltrattare la donna, i militari hanno svolto delle indagini, che hanno confermato che effettivamente i suoi comportamenti non erano cambiati. Subito è stato interessato l’Ufficio di sorveglianza che, sulla base di quanto emerso, ha deciso di sospendergli l’affidamento in prova ai servizi con una misura più restrittiva e, quindi, con il carcere. Per la vittima, la fine di un calvario che andava avanti da diversi mesi. Offese e botte continue, poi scuse, e poi di nuovo botte e minacce sino a quando non ha deciso, seppure con il terrore addosso, di rivolgersi alle forze dell'ordine. Nonostante le denunce, le segnalazioni e i provvedimenti del Tribunale, l'uomo ha proseguito con le violenze, fra alti e bassi.

