«Market e ristoranti premiati se donano il cibo ai poveri»
Pignoli annuncia una proposta per aiutare chi ha bisogno «In cambio ridurremo la Tari agli esercenti generosi»
PESCARA. Stop al cibo sprecato che finisce nei cassonetti dei rifiuti. In futuro, i prodotti alimentari che non vengono venduti potrebbero essere donati ai poveri. La proposta arriva dal consigliere comunale della Lista Teodoro Massimiliano Pignoli, già protagonista di altre iniziative in favore di cittadini meno abbienti. «Entro breve», ha rivelato ieri, «presenterò un progetto per aiutare chi non ha la possibilità di comprarsi da mangiare».
La proposta di Pignoli che dovrebbe approdare poi in consiglio comunale si basa, in realtà, sulla legge del 30 agosto 2016, numero 166, dal titolo «Disposizioni concernenti la donazione e la distribuzione di prodotti alimentari e farmaceutici per fini di solidarietà sociale e per la limitazione degli sprechi». L’obiettivo di questa legge è quello di favorire il recupero e la donazione delle eccedenze alimentari per fini di solidarietà sociale.
In pratica, Pignoli vorrebbe sensibilizzare bar, ristoranti, supermercati e negozi di alimentari invitandoli a regalare il cibo che non viene venduto alle associazioni umanitarie, in cambio di sconti sulla tassa dei rifiuti commisurati alla quantità certificata di prodotti donati.
Questo sistema, già adottato con successo da alcune città italiane, dovrebbe ridurre anche la quantità di cibo che viene sprecata quotidianamente e che finisce inevitabilmente nei cassonetti. Basti pensare ai pasti preparati dai ristoranti e dalle rosticcerie, al pane e alle pizze che a fine giornata vengono buttati, anche se ancora commestibili.
Ogni giorno, del resto, quintali di prodotti alimentari vengono scartati dalla catena agroalimentare per ragioni commerciali, estetiche, oppure per la prossimità della data di scadenza, mentre potrebbero essere destinati al consumo umano. Da qui, l’idea di incentivare la donazione con uno sconto sui costi della Tari, in quanto si ridurrebbe di fatto la quantità di rifiuti prodotta.
Le agevolazioni sul pagamento della tassa, del resto, sono previsti nell’articolo 17 della stessa legge. La norma parla di possibilità per il Comune di applicare un apposito coefficiente di riduzione della tariffa, proporzionale alla quantità, debitamente certificata, dei prodotti ritirati dalla vendita e oggetto della donazione. Le associazioni di volontariato, infine, dovrebbero fare da tramite tra gli esercenti e i cittadini bisognosi.
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