Marsilio, 25 Aprile in Spagna Legnini e Pd: venga al Sacrario

Meloni manda a Pescara il ministro Roccella. Così l’antifascismo è visto dalla politica
PESCARA. Più che una riconciliazione domani sarà un 25 Aprile celebrato in Abruzzo in un clima di compromesso. A Marco Marsilio che annuncia: «Sarò a Barcellona per la Fiera della pesca», rispondono il Pd e Giovanni Legnini, invitandolo al Sacrario di Taranta Peligna, dedicato alla Brigata Maiella e ai patrioti uccisi dalla follia nazifascista.
Ma da Roma, la premier Giorgia Meloni invia a Pescara il ministro di Fratelli d’Italia, Eugenia Roccella, e compensa l’assenza del governatore che si trova in Spagna. L’antifascismo visto dalla politica fa discutere anche in Abruzzo. Ecco tredici pareri bipartizan alla vigilia della Festa della Liberazione. Chi ci partecipa e perché.
IL PRESIDENTE DI FDI.
«Io sarò a Barcellona per rappresentare la Regione alla Fiera internazionale della pesca, dove domani sarà presentata la candidatura Unesco dei trabocchi e il 26 mattina il Giro d’Italia. Il vicepresidente, Emanuela Imprudente, rappresenterà la Regione alla cerimonia dell’Aquila», dichiara Marsilio al Centro aggiungendo la sua riflessione sul 25 Aprile: «Celebrare la liberazione dall’occupazione nazista e la fine della dittatura fascista», afferma, «è l’occasione per riflettere sulla necessità di rinnovare ogni giorno l’impegno contro ogni totalitarismo e ogni sopraffazione, per continuare ad affermare i valori della libertà, della democrazia e del pluralismo propri della civiltà occidentale».
IL COMMISSARIO LEGNINI.
Da abruzzese delle istituzioni, Giovanni Legnini, commissario per la ricostruzione ad Ischia, lancia un appello rivolto soprattutto a Marsilio.
«Domani mi recherò come di consueto al Sacrario della Brigata Maiella a Taranta Peligna, per testimoniare la mia profonda adesione ai valori della Resistenza e della Costituzione Repubblicana, prendendo parte alla manifestazione promossa dai sindacati, dalle istituzioni locali, dall’Anpi e dall’Associazione e Fondazione Brigata Maiella», dice l’ex vice presidente del Csm.
«Come ci ricordò autorevolmente il Presidente Sergio Mattarella nella sua storica visita a Casoli di cinque anni fa, la nascita del movimento della Resistenza, che segna il vero spartiacque nella storia nazionale verso la libertà, mosse i primi passi in Abruzzo. Il Sacrario e gli altri luoghi della resistenza abruzzese», prosegue Legnini, «appartengono dunque alla nostra memoria collettiva, esprimono il coraggio e la fierezza degli abruzzesi e ne rappresentano uno dei tratti identitari fondamentali».
E parte il suo l’invito: «Anche per questo non si può che esprimere l’auspicio che tutti i rappresentanti delle Istituzioni, ad ogni livello, vogliano esprimere gratitudine e riconoscenza alla storia eroica dei nostri partigiani, che dall’Abruzzo fino al Veneto contribuirono in modo decisivo alla liberazione dal nazismo e dal fascismo restituendoci democrazia, libertà e onore».
IL CENTROSINISTRA.
Il primo a intervenire è Silvio Paolucci, lo fa in modo diretto. «Celebrare la Resistenza oggi è necessario oltre che doveroso, perché rappresenta le fondamenta dell’Italia che siamo», esordisce il capogruppo del Pd. «Farlo nel luogo della Brigata Maiella, che della Resistenza fu braccia, gambe e cuore, ha poi un valore ancora più forte dal punto di vista umano e politico, perché il Sacrario è una tappa importante della nostra memoria di popolo, come hanno dimostrato i nostri presidenti della Repubblica (Ciampi e Mattarella) che lo hanno più volte onorato con la loro presenza. Una tappa», sottolinea Paolucci, «che dovrebbe essere frequentata anche da chi ci governa oggi. È al Sacrario che dovrebbe venire La Russa a comprendere che cos’è l’antifascismo e il valore del 25 aprile. Ed è lì che il presidente Marsilio dovrebbe venire per rappresentare fino in fondo gli abruzzesi e portare la premier, a respirare l’aria delle nostre montagne dove c’è ancora l’eco delle speranze e del coraggio dei partigiani che contribuirono a liberare l’Italia dall’occupazione tedesca e dal fascismo».
Al capogruppo dem si aggiungono le voci del deputato Luciano D’Alfonso e del senatore Michele Fina. «Sarò presente in due manifestazioni», dice il parlamentare pescarese del Pd, «in piazza Garibaldi a Pescara e a Montefino, nella vallata del Fino». L’altro invece argomenta così: «Ho scelto alcune tra le occasioni di celebrazione che si svolgeranno nel nostro territorio, tra le più simboliche, evocative, salde nella memoria collettiva. Avrei voluto accettare tanti altri inviti significativi», dichiara Fina, «perché mai come oggi il 25 aprile è una data da ricordare. È nella vittoria sul nazifascismo, nei valori e nell’eroismo di chi vi prese parte, che affondano le radici della nostra Costituzione, del nostro vivere civile. Chi lo nega o non sa quello che dice o ha evidentemente ambizioni pericolose. Da contrastare con tutta la decisione possibile».
IL CENTRODESTRA.
È vero che alcuni di loro non citano la parola “antifascismo”, ma i politici abruzzesi del centrodestra, interpellati dal Centro, domani ci saranno. A partire da Lorenzo Sospiri, di Forza Italia, presidente del Consiglio regionale, che alle 10 parteciperà alla manifestazione in piazza Garibaldi a Pescara.
«Il 25 Aprile è un patrimonio della Nazione, la festa di tutti. Sono convinto che la libertà di pensiero e la democrazia debbano essere valori condivisi nei quali riconoscersi ogni giorno», è il pensiero del deputato di FI, Nazazio Pagano. «Ciò che oggi diamo per scontato, come ad esempio la democrazia, la libertà, il benessere e il diritto alla salute, non sono eterni, ma vanno sempre riconfermati, così come ci viene purtroppo ricordato dalle recenti guerre in Ucraina e in altri Paesi del mondo. Quest’anno più che mai in cui ricorre il 75esimo compleanno della nostra Costituzione», sottolinea il parlamentare che domani sarà sia alla cerimonia pescarese ufficiale che alla commemorazione organizzata dall’Anpi dinanzi al cippo collocato all’interno della scuola elementare di Pescara “11 febbraio 1944” dove quel giorno furono trucidati nove partigiani di Chieti.
Per il deputato di FdI, Guerino Testa, “il 25 Aprile è una giornata di festa per la nostra Nazione, in cui si celebra la libertà scissa da qualsiasi appartenenza politica, polemica sterile o logica di parte. Libertà intesa come valore supremo, che va difeso e protetto ad ogni costo, perché precondizione essenziale per l’affermazione del principio di democrazia. Credo che sia necessario puntare tutti insieme al raggiungimento di una pacificazione nazionale».
Il senatore di Fratelli d’Italia, Guido Quintino Liris, andrà prima alla manifestazione dell’Aquila, poi raggiungerà Capistrello. Infine interviene il sottosegretario leghista, Luigi D’Eramo, che afferma: «Il 25 aprile non dovrebbe essere un giorno di divisioni ma la festa di tutti gli italiani, sarebbe un errore considerarla la festa solo di una parte. Per quanto mi riguarda celebrerò la Liberazione del nostro Paese».
IL MOVIMENTO 5 STELLE.
«La festa della liberazione non deve essere l'occasione per uno scontro strumentale», dice Daniela Torto, deputata M5S, «il valore della liberazione deve essere universale, capace di unire l'Italia e gli italiani». Ecco il suo appello: «La memoria di questo giorno va vissuta nel presente. Per me ogni giorno è il 25 Aprile. Con questo spirito, come tutti gli anni, sarò a Chieti assieme al prefetto che ringrazio per l'invito».
E guarda ai giovani e al loro futuro, Domenico Pettinari, consigliere regionale del Movimento, che domani parteciperà alla cerimonia ufficiale in Piazza Garibaldi a Pescara, e che oggi dice: «La libertà non ha prezzo. È nostro dovere difenderla in ogni suo aspetto per lasciare un mondo migliore a coloro che verranno dopo di noi. La libertà è soprattutto rispetto rigoroso delle regole, ora e per sempre».
Motivi di salute lo costringono a casa, ma anche Francesco Taglieri, capogruppo dei 5 Stelle in Regione, ci tiene molto ad esprimere la sua opinione. Che è un messaggio conclusivo e chiaro: «Come si fa a dimenticare la storia? Il 25 Aprile è un giorno di festa per la liberazione da un periodo vergognoso e inumano. Io rabbrividisco dinanzi alle parole del presidente del Senato, Ignazio La Russa. Chi fa politica», conclude Taglieri, «domani deve scendere in piazza per far sì che ciò che è accaduto non si ripeta mai più».
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