Marsilio ai sindaci: nessun taglio ai fondi Masterplan

15 Agosto 2020

In una lettera inviata a Centro il presidente spiega la sua scelta e accusa il Pd «Quelle somme in realtà sono state messe al sicuro, rischiavamo di perderle»

Gentile Direttore,
colgo l’occasione di rispondere pubblicamente ai sindaci dell’Alto Sangro per spiegare a tutti i lettori e cittadini abruzzesi cosa stiamo facendo con il piano di riprogrammazione dei fondi europei e comunitari, che permette di liberare oltre 200 milioni di euro (dei quali circa la metà da spendere per alimentare con sussidi e contributi la ripresa economica di famiglie e aziende abruzzesi). In particolare credo sia necessario stroncare una campagna di disinformazione e mistificazione messa in atto dal centrosinistra (e dal Pd in particolare), che fomenta sindaci, territori e categorie dando a credere che il sottoscritto e la Giunta che presiedo abbiano “tagliato” fondi per 22 opere previste dal “Masterplan” (così piace chiamare in Abruzzo il Piano Sviluppo e Coesione). La verità, certificata da carte, leggi e accordi sottoscritti – guarda un po’ – proprio con i ministri del Pd (Provenzano in primis, con la garanzia di Amendola per i fondi Ue) è che:
1) Non è stata tagliata alcuna opera né scippato un solo euro. Al contrario, utilizzando l’accordo previsto dal Decreto Rilancio (artt. 241-242), tutte le opere previste dall’attuale Masterplan sono state messe in sicurezza, evitando il definanziamento delle opere in ritardo di attuazione previsto dall’articolo 44 del Decreto Rilancio. Per essere più chiari, 6 mesi fa il ministro Provenzano ci ha notificato che opere per complessivi 390 milioni erano “sotto osservazione” del Ministero della Coesione, perché ritenute non in grado di raggiungere Obbligazioni giuridicamente vincolanti entro il 31.12.21. A norma di legge, tali opere potevano e dovevano essere cancellate dal Governo entro il 31 luglio scorso, e i soldi riassegnati dal Governo a chi sapesse spenderli. Ritardi nell’attuazione che, inutile dirlo, competono a chi in 5 anni di gestione del Masterplan ci ha fatto trovare oltre la metà degli interventi ancora fermi ai Piani di fattibilità.
2) In questi mesi abbiamo negoziato con il Governo, ottenendo la salvaguardia di tutte le opere in cambio della disponibilità della Regione di consentire al Governo di utilizzare i fondi non ancora utilizzati dei Por Fse-Fesr, fondi con i quali il Governo rendiconterà le spese per la cassa integrazione e per il fondo centrale di garanzia. Questi fondi saranno restituiti tra pochi mesi dall’Ue all’Italia, e il Governo li ridarà alla Regione.
3) Nel frattempo, il Governo rende immediatamente disponibili i Fondi sviluppo e coesione (quelli che alimentano le opere del Masterplan), ancora fermi nelle casse perché molte opere non sono cantierabili. Sono le famose 22 opere oggetto della delibera di Giunta “sotto accusa”. Queste opere non sono né cancellate, né sospese, né rinviate. Abbiamo lasciato nelle casse i soldi necessari per andare avanti nella progettazione e non fermarsi un solo giorno. I restanti soldi sono imputati alle annualità prossime, nelle quali si faranno gare e cantieri. Per fare l’esempio delle ciclabili dell’Alto Sangro: tre lotti su quattro sono ancora fermi alla progettazione preliminare, uno a quella definitiva. Per tre lotti si prevede di andare a gara tra un anno, e di spendere i primi soldi ancora dopo. Invece di tenere questi soldi fermi nelle casse a marcire, mentre aziende e famiglie rischiano fallimenti e miseria, li investiamo subito per alimentare il bando per i contributi a Fondo perduto, quello per gli investimenti delle imprese, per le misure necessarie a fronteggiare l’emergenza post-Covid e così via, che tutti reclamano a gran voce dalla Regione. Intanto, chi deve progettare e indire le gare può – anzi deve – andare avanti, concludere l’istruttoria e aprire i cantieri, e avrà i soldi a disposizione non appena dimostrerà di saperli spendere.
4) I sindaci non hanno quindi nulla da temere. Così come tutti i soggetti attuatori degli altri 21 interventi (peraltro, sulle ciclabili dell’Alto Sangro ha già chiarito tutto il sindaco di Castel di Sangro, che è il soggetto attuatore degli interventi, rassicurando che non solo non esiste alcun pericolo, ma che questa riprogrammazione costituisce l’opportunità di poter concludere in sicurezza le opere). Infatti, lasciando in cassa i fondi necessari per le progettazioni, nessuno si fermerà un solo giorno e le opere si faranno nei tempi già previsti. Si spera, anzi, che lo “scampato pericolo” dei tagli che potevano scattare a norma di legge, spinga molte amministrazioni a smetterla di fare discussioni infinite su progetti e opere da fare, e si sbrighino a concludere l’iter. Per progettare una pista ciclabile non si dovrebbero impiegare 5 anni (arrivando oltretutto solo al preliminare).
Concludo, ringraziando per lo spazio e l’attenzione che darà a questa mia nota, aggiungendo un’ultima considerazione. Che il Pd abruzzese stia mettendo in atto un’ignobile mistificazione lo dimostra non solo la schizofrenia di un partito che esprime i ministri che firmano con me questi accordi, che i suoi esponenti locali contestano a gran voce, arrivando anche a mettere in dubbio il rispetto degli impegni al rifinanziamento nel prossimo ciclo di programmazione 2021-27 (di chi non si fidano i consiglieri regionali del Pd, dei loro stessi ministri che quei fondi li dovranno erogare?).
È sufficiente leggere le dichiarazioni dell’altro principale partner di Governo, che come loro è all’opposizione della mia Giunta regionale: il M5S, con onestà intellettuale e serietà istituzionale delle quali devo dare atto, ha difeso e persino enfatizzato gli aspetti positivi di questo accordo (attribuendone il merito alla “lungimiranza” del Governo), che consente di utilizzare soldi che al momento resterebbero fermi nei forzieri delle tesorerie, senza perdere alcuna opera né allungare i tempi, permettendo intanto di dare ossigeno all’economia del territorio.
D’altronde, il Governo nazionale non ci ha concesso alternative: quella di “riprogrammare” i fondi già disponibili è l’unica possibilità messa a disposizione. Anche se non si tratta di un obbligo, se non ci sono alternative è come se lo fosse. A meno che il Pd non voglia sostenere la tesi che non avremmo dovuto attingere a quei fondi e rinunciare a dare sostegno all’economia del territorio.
Grazie e colgo l’occasione per augurare un buon Ferragosto a lei e ai suoi lettori.
*(presidente della giunta
regionale dell’Abruzzo)