Marsilio: «C’è la mano dell’uomo»

2 Agosto 2021

La Regione pronta a chiedere lo stato di calamità. D’Alfonso: ora gli aiuti del Governo

PESCARA. «Credo che chiederemo al Governo lo stato di calamità naturale: ci sono gli estremi per farlo anche se ora non è la nostra priorità». Con queste parole, il presidente della Regione Marco Marsilio ha commentato la drammatica situazione nelle diverse province colpite dal divampare delle fiamme.
Nella serata di ieri, Marsilio ha partecipato ad un vertice in prefettura, a Pescara, per fare il punto della situazione dopo i numerosi incendi che hanno colpito l’Abruzzo. «Abbiamo avuto un attacco sistematico con decine di focolai», ha detto Marsilio al termine del lungo summit, «non ho ancora prove certe per affermare che ci sia la mano dell’uomo dietro questi incendi, ma mi sembra piuttosto inutile pensare che si tratti di casualità e natura. Non posso credere che decine di focolai si appicchino in maniera così scientifica in punti di difficile accesso. Spero che la magistratura e gli inquirenti facciano uno sforzo importante per assicurare alla giustizia questi delinquenti che mettono a rischio vite umane, oltre a distruggere un patrimonio ambientale preziosissimo».
La gestione degli incendi, e delle persone costrette ad abbandonare le loro case per l’avanzare repentino delle fiamme, ha reso necessario l’intervento dell’Esercito: «Sono partite due squadre di alpini dall’Aquila nel tardo pomeriggio di ieri», prosegue Marsilio, «si sono dirette nei luoghi maggiormente interessati dalle fiamme, a cominciare da Penne e Farindola. Il loro intervento è stato necessario perché a livello regionale abbiamo avuto oltre 100 sfollati da gestire. Per questo motivo, prima di pensare alla richiesta dello stato di calamità, dobbiamo dare la precedenza a queste persone».
Anche il senatore del Pd Luciano D’Alfonso ha richiesto l’aiuto del Governo dopo una giornata infernale: «Il Comune ha attivato le misure straordinarie di protezione civile, poiché il fuoco ha interessato le abitazioni e numerosi spazi di attività economica e turistica. Ora il Governo accompagni con un programma di interventi il riconoscimento della gravità della situazione, che sarà documentata dal prefetto e dal Comune di Pescara, in coordinamento con l’Anci e gli uffici competenti della regione». (d.b.)
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