Marsilio, cento giorni con partenza cauta

4 Giugno 2019

Il governatore taglia oggi il traguardo: 10 cose fatte e da fare

L’AQUILA. Dal 25 febbraio al 4 giugno, ovvero cento giorni esatti compiuti oggi. I primi di Marco Marsilio alla guida della Regione Abruzzo. Che cosa ha fatto e che cosa dovrà fare nelle prossime settimane il governatore di centrodestra insieme alla sua giunta dopo una partenza indubbiamente cauta?
LA TOP TEN. Elencando dieci punti principali proviamo a tracciare un bilancio consuntivo e di previsione. Le partite chiuse e quelle ancora da giocare. Gli atti completati oppure da affrontare.
Al primo posto, tra le pratiche fatte, c’è sicuramente il completamento dell’iter per distribuire, a 63 Comuni d’Abruzzo e a due Province, i finanziamenti per i danni causati agli edifici pubblici e alle infrastrutture dal maltempo di metà gennaio del 2017. Certo, è trascorso molto tempo da quei giorni tragici per la regione, e i 62 milioni di euro che finalmente saranno distribuiti sono solo una prima parte dei fondi. Oltre che una eredità della precedente giunta. Ma è comunque un inizio.
IL CASO GRAN SASSO. Tra le altre cose fatte c’è sicuramente la delibera di giunta che ha chiesto la nomina di un commissario straordinario per risolvere una volta per tutte (si spera) l’emergenza dell’acquifero del Gran Sasso. La delibera si è rivelata un atto politico indispensabile che proprio oggi, in Senato, avrà sviluppi importanti. Così come è stato un passaggio chiave anche se obbligato la nomina di molti dirigenti regionali con incarichi ad interim che la giunta Marsilio ha dovuto fare per evitare il blocco totale della macchina amministrativa regionale.
LA COESIONE. Un blocco dovuto a una falla, cioè a una cosa ancora da fare (vedi più avanti nell’articolo). Completano questo primo quadro relativo alle pratiche già licenziate – che a dir la verità non sono molte –, le delibere di assunzioni nelle Asl abruzzesi, un altro capitolo però ereditato dalla vecchia giunta di centrosinistra. E infine bisogna riconoscere a Marsilio l’essere per ora riuscito a mantenere una coesione politica in giunta. Anche dopo il voto europeo e comunale che ha indubbiamente creato frizioni tra gli alleati.
NOMINE E BILANCIO. Passiamo alle cose da fare, quelle principali, altrimenti l’elenco sarebbe infinito. Le nomine dei due manager Asl di Chieti e dell’Aquila sono scadenze imminenti così come lo è il piano di riordino della rete ospedaliera. Nel primo caso, c’è una novità dell’ultim’ora (vedi l’articolo in basso) che fa inevitabilmente slittare la decisione.
Nel secondo invece il ruolo della Regione diventa subordinato alle decisioni dei ministeri della Salute e dell’Economia, Ma spetta comunque alla giunta Marsilio muovere il primo passo per i Dea di II livello funzionali tra Chieti e Pescara, da una parte, L’Aquila e Teramo dall’altra. Parliamo dei super ospedali d’Abruzzo che, a quanto pare, non potranno essere condivisi finché la Legge Lorenzin resterà in vigore.
C’è poi un ostacolo da superare, forse il più grande di tutti, che consiste nell’approvazione in giunta del bilancio consuntivo del 2018, che andava fatto entro il termine perentorio del 30 aprile scorso. Un termine non rispettato dal nuovo governo regionale con il conseguente blocco delle assunzioni di personale esterno per l’intero ente regionale. Sono così decine i servizi e gli uffici che di fatto rimarranno scoperti fino a settembre. I totale parliamo di 34 posti vacanti.
FERMI AL PALO. Infine c’è lo spoil system. Il cambio al vertice di enti strumentali e società partecipate e controllate dalla Regione, si è rivelato molto più complesso di quanto Marsilio potesse immaginare. Per ora, solo la società che gestisce il trasporto pubblico urbano, la Tua, ha avuto un doppio avvicendamento alla presidenza e alla direzione generale. Il resto, vale a dire 17 posti di potere, alle Ater, ai Consorzi di bonifica, alla Fira, l’Arap, le Adsu, ecc ecc, è ancora nelle mani di commissari, o presidenti, nominati dall’ex giunta regionale di centrosinistra. E per il governatore significa procedere ancora in salita.