Marsilio centra il bis distaccando D’Amico

11 Marzo 2024

Il candidato del centrodestra vince nella notte confermandosi presidente della Regione Il campo largo non rimonta il distacco di quasi dieci punti e trova il primo pesante stop

PESCARA. Vince Marco Marsilio ma con lui trionfa anche il partito del non voto. Il campo largo, dopo il successo in Sardegna, trova la sua piccola Caporetto in Abruzzo dove il candidato Luciano D’Amico convince di più delle sue liste. A urne ancora aperte, e al momento di andare in stampa, è questo il quadro delle elezioni regionali più seguite della storia d’Abruzzo dopo una giornata trascorsa sull’ottovolante. Ma alla fine, l’epilogo è gattopardesco: tutto cambia perché non cambi nulla. Marsilio, governatore uscente e ricandidato, corre nella notte verso il bis. E lui, al telefono, esclama: «Perché, qualcuno aveva dubbi?». La Sardegna è lontana, anche per quanto riguarda i tempi per svelare l’esito che da noi prendono il treno veloce. In Abruzzo il Centro e Rete8, in stretta collaborazione tra di loro, hanno potuto anticipare i risultati grazie all’accordo in esclusiva con il famoso sondaggista Antonio Noto che alle 00.50 ha letto la terza proiezione, definita una previsione quasi certa. Ma la distanza tra i due è così ampia che la vittoria del centrodestra diventa scontata con Marsilio al 54,7% e D’Amico al 45,3%. Il primo partito, sempre secondo le proiezioni, è Fratelli d’Italia (24,1%), seguito dal Pd (18,1%), quindi Forza Italia (14,3%), Lega 8,7%, la civica Abruzzo Insieme-D’Amico presidente 8,0%, l’M5S al 7,0%, la civica Marsilio Presidente 5,1%, Azione 4,5%, seguono le altre. Da questo primo quadro, tutto da confermare, emerge la chiave di lettura di una elezione che non ha rivoluzionato la storia politica d’Italia. E neanche quella dell’Abruzzo. La cronaca della giornata parte dai primi dati parziali sull’affluenza che alle 12 hanno fatto segnare un più 2,47 per cento su scala regionale (15,9% pari a 192.083 elettori su 1.208.256 contro il 13,43% delle precedenti elezioni regionali) con punte sulle province dell’Aquila (+3,78%) e Teramo (+ 2,73%), e casi specifici come il dato di Torricella Peligna, il paese di D’Amico, balzato dal 6,84% del 2019 al 12,04% di ieri, facendo segnare il maggior incremento in Abruzzo, oppure l’aumento di votanti a Tocco da Casauria, il centro del Pescarese della famiglia di Marsilio, che, seppure più contenuto (da 12,41% a 15,92%), ha superato in senso assoluto la piccola patria dell’ex rettore e della Brigata Maiella. Ma a quell’ora era ancora molto presto per poter attribuire un valore significativo ai dati in crescita dell’affluenza nelle 1.634 sezioni abruzzesi. I due rivali hanno appreso questa prima rilevazione mentre erano davanti all’urna. Tranquillo, flemmatico, in dolcevita grigio e giacca di velluto blu, il presidente uscente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, candidato per il bis, è arrivato poco prima delle 12 nella scuola elementare del quartiere Tricalle a Chieti per votare. Una volta inserita la scheda nell’urna, immortalato dalle telecamere, ha salutato e stava per lasciare l’aula senza riprendere i documenti. È stato il presidente di seggio a richiamarlo sorridendo. Sulla porta uno scambio di battute con un rappresentante di lista del Pd che lo ha salutato battendo il “cinque”, poi l’augurio di buon lavoro a presidenti e scrutatori. Alle 12 in punto, a Pescara, anche l’altro candidato alla presidenza, Luciano D’Amico era al seggio elettorale accompagnato dal suo staff, nella scuola Illuminati, in quel momento molto affollata al punto che ha dovuto aspettare alcuni minuti per poter entrare, subito dopo giornalisti e fotografi. Per lui, elegante in giacca e cravatta, strette di mano e sorrisi, tra cittadini che lo hanno salutato chiamandolo professore, e chi, tra gli scrutatori, ha voluto fare un selfie. Sorridente, attorniato da donne, presidente del seggio e scrutatrici, D’Amico si è prestato volentieri. Poi è cominciata l’attesa, di sette ore, per il secondo dato dell’affluenza, quello delle 19. Un’attesa piena di speranza da parte del centrosinistra che puntava le sue chance sul recupero di una fetta del popolo del non voto, un esercito di astensionisti che nel 2019 vantava 600mila abruzzesi. Sul fronte opposto, il centrodestra incrociava le dita sperando che tutto rimanesse immutato rispetto a cinque anni fa. E il dato regionale delle 19 ha sorriso al governatore uscente e ricandidato perché l’incremento delle 12 si è ridotto al lumicino (43,93% contro il 43,01%), e con la provincia di Chieti che ha eguagliato in maniera millimetrica la percentuale di cinque anni fa: 40,47%, mentre la città si è fermata quasi tre punti sotto. Insomma, a quell’ora, quando al voto erano andati già 530.813 abruzzesi, l’effetto rimonta si è affievolito ma il clima no. C’erano due dati che attiravano l’attenzione di entrambi gli schieramenti: a Teramo, la città dove D’Amico è stato rettore, si osserva a quell’ora un balzo di affluenza di circa il 5% in più rispetto al 2019; stesso rialzo registrato all’Aquila, città governata da FdI. Uno a uno, palla al centro, e riparte l’attesa per lo step successivo, quello delle 23. Il più atteso. Nei due comitati elettorali pescarese, via Parini per Marsilio e piazza Unione per D’Amico, l’assembramento del circo mediatico nazionale è senza precedenti. Tutti in attesa del primo exit poll di Noto sondaggi, in esclusiva nazionale per Rete8 in collaborazione con il Centro. E il dato è arrivato puntuale alle 23 e un minuto, riaccendendo la partita, le speranze e la preoccupazione, a seconda dei punti di vista. Marco Marsilio tra il 48,7% al 52,7% (totale coalizione centrodestra 49,7 - 53,7). Luciano D’Amico (centrosinistra più M5S) 47,3% - 51,3%. Totale coalizione tra il 46,3 al 50,3. In sintesi un solo punto di distanza tra i due avversari, e più di due tra le coalizioni. Il primo dato politico è che tra Marsilio e D’Amico un testa a testa; il secondo è che il candidato del Patto per l’Abruzzo tira più delle liste, mentre l’altro corre meno veloce dei partiti che lo sostengono. Ma c’è anche una terza constatazione iniziale legata all’affluenza delle 23 che a livello regionale si è abbassata ancora di più rispetto al 2019: 52,36% contro il 53,26%. Il primo partito d’Abruzzo resta quello del non voto che consolida la forza, oltre che la sua ignavia. Ma non finisce qui perché l’affluenza definitiva solo all’inizio è apparsa scollegata alle percentuali dei due avversari portando a ritenere che non fosse vero, come si diceva fino a ieri mattina, che una maggiore affluenza avrebbe favorito D’Amico su Marsilio mentre una minore partecipazione al voto sarebbe stata un vantaggio per il centrodestra. In realtà il secondo exit poll di Noto Sondaggi ha riportato la politica con i piedi per terra innescando l’applauso nel quartier generale del governatore uscente e ricandidato. Il distacco cresce con una forchetta tra il 50,5 e il 54,5% per Marsilio, che resta di un punto sotto le proprie liste; e sull’altro campo, quello largo, una forchetta tra il 45,5 e il 49,5% per D’Amico, che supera di un punto i partiti della sua coalizione. Cinque punti cominciano ad essere molti. Ma la distanza si amplia quando alla mezzanotte arriva la primissima proiezione di Noto basata su voti reali seppure riferiti al 5% del campione. E che vede il candidato del centrodestra al 54,5% e l’altro al 45,5%.
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