Marsilio chiama l’adunata e blinda la legge Quaglieri

26 Agosto 2024

Alle 10 tutti a Francavilla: dopo FdI è sicuro di farcela anche con Lega e forzisti

FRANCAVILLA AL MARE. I romani la chiamavano ora X. Come l’adunata campale che Marco Marsilio ha fissato per le 10 di oggi, nell’hotel Villa Maria di Francavilla al mare, alla vigilia della battaglia.
Una chiamata a rapporto di tutti i consiglieri e gli assessori del centrodestra, esclusi i segretari dei partiti (per evitare ingerenze), con l’obiettivo di blindare la Legge sull’assestamento del Bilancio e quindi l’assessore, Mario Quaglieri, che l’ha proposta. Perché domani tutto dovrà filare per il verso giusto, senza intoppi, in Consiglio regionale.
La Legge-Quaglieri è però quella che al suo interno contiene anche tre articoli, inseriti fuorisacco dall’assessore, cioè all’insaputa di nove decimi del gruppo di Fratelli d’Italia (il decimo è il presidente) e degli alleati di Forza Italia, Lega, Noi Moderati e civici. Tre articoli corsari, funzionali all’assessore al Bilancio di Fratelli d’Italia, che stanziano 350mila euro per gli interventi di adeguamento e ripristino della piscina del Comune di Lecce nei Marsi, un contributo straordinario in favore del Comune di Avezzano di 300mila euro per il consentire il completamento degli interventi di ristrutturazione e di riqualificazione del complesso monumentale “Aia dei Musei”, e 50mila euro al comune di Secinaro per l’ampliamento del cimitero comunale. «Lo strumento legislativo non è stato concordato con gli altri» è, in estrema sintesi, il motivo che ha spinto un gruppo ampio e trasversale nel centrodestra a sottoscrivere gli emendamenti proposti dal capogruppo di FdI, Massimo Verrecchia, contro quei tre articoli indigesti.
Il fronte del no, guidato da Verrecchia, rivale in casa FdI di Quaglieri, è composta da Marilena Rossi, Francesco Prospero, Luca De Renzis, Nicola Campitelli, Paolo Gatti, Leonardo D’Addazio, Gianpaolo Lugini, Emiliano Di Matteo, Antonietta La Porta, Vincenzo D’Incecco, Carla Mannetti e Marianna Scoccia. Da che parte sta Marsilio?
La risposta alla domanda è arrivata venerdì scorso, dalla riunione di partito che il presidente ha convocato all’Aquila, al termine della quale ha scelto di stare dalla parte di Quaglieri mettendo in minoranza sia il segretario di FdI, Etel Sigismondi, che proponeva di congelare i tre articoli sia il gruppo che aveva appoggiato la proposta. Ingoiato il rospo, i consiglieri sono andati via amareggiati e con un dubbio rimasto amletico: perché il dominus Marsilio ha fatto questa scelta? Da parte sua, il presidente ha smentito in modo perentorio, e insofferente, discorsi che aleggiano su un presunto sostegno abruzzese di Quaglieri, in qualità di assessore anche allo sport, per l’elezione di Fabio Rampelli alla presidenza della Federazione italiana nuoto che vede il capocorrente dei Gabbiani di FdI e vice presidente della Camera dei deputati, contrapposto all’uscente Paolo Barelli, capogruppo di Forza Italia sempre alla Camera. Anche un pugno di 18/20 voti, raccolti tra gli associati abruzzesi alla Fin, potrebbe essere utile alla causa. Ma per il governatore non esiste l’equazione Quaglieri-Fin-Rampelli, che ritroviamo festoso con l’assessore regionale in una fotografia scattata il 18 gennaio scorso, in piena campagna elettorale, a Lecce dei Marsi, il Comune che grazie alla Legge di assestamento avrà, nell’estate della siccità, la sua bella piscina.
Ma bando alle illazioni, torniamo ad oggi. Marsilio, dopo aver riallineato le fila del suo partito, metterà in riga anche i consiglieri dei gruppi alleati che hanno firmato gli emendamenti contro Quaglieri. Ed è sicuro di riuscirci con facilità sia con Forza Italia, per un patto non scritto e stretto con il presidente del Consiglio, Lorenzo Sospiri, sia con la Lega, per il numero esiguo di rappresentanti. Il dietrofront, per il capo della coalizione, sarà generale. Anche se per la Lega è l’ultima occasione di sopravvivenza.