Marsilio con i familiari dei morti

19 Gennaio 2023

Prende le distanze da chi lo ha preceduto: «Lì ci fu una gestione fallimentare»

PESCARA. Il presidente della Regione, Marco Marsilio, ieri mattina è arrivato in tribunale a Pescara per essere vicino ai familiari delle vittime della tragedia di Rigopiano. «Sono qui», ha detto, «per essere anche fisicamente accanto a loro. La presenza e la vicinanza delle istituzioni c'è sempre. La Regione è parte civile nel procedimento», ha sottolineato, «a sostegno di una esigenza di ricerca di verità e di giustizia che è insopprimibile. Rigopiano ha insegnato che non si deve sottovalutare nulla e che bisogna essere scrupolosi nel pianificare e nel predisporre un sistema operativo di pronta risposta», ha quindi affermato il presidente della Regione, «lì c'è stata una evidente disarticolazione tra varie strutture dello Stato, ossia la Provincia, la Regione, l'Anas, i Comuni, la Protezione civile». Ed ha poi preso le distanza da chi lo ha preceduto alla guida della Regione Abruzzo: «Noi abbiamo lavorato molto in questi anni per mettere in piedi un sistema di protezione civile e sicurezza dei cittadini ben diverso da quello che è stato descritto nella requisitoria del pm, che ha parlato di un sistema fallimentare che mostrò in quella vicenda tutte le proprie deficienze non soltanto in fatto di pianificazione, ossia la famigerata vicenda del piano valanghe o verificare se poteva essere o meno un posto dove tenere questa attività».
Il processo conta 30 imputati (29 persone e una società) appartenenti a varie istituzioni, tra cui la Regione, che quindi ha un duplice ruolo. «A tutti gli imputati dev’essere riconosciuto fino a fondo il diritto alla difesa e alla presunzione di innocenza fino al terzo grado», ha concluso Marsilio, «seguiamo con molta attenzione e con partecipazione, sul lato umano. Alcuni di questi imputati hanno con me un rapporto di lavoro quotidiano, li ho trovati già dirigenti della Regione. Ma noi siamo chiamati a prendere atto delle sentenze quando arriveranno. Nel bene o nel male affronteremo le conseguenze delle sentenze che verranno emesse, spero nel più breve tempo possibile». (u.c.)