Marsilio critico «Poche risorse»

30 Marzo 2020

Il governatore: vanno accreditate sui conti La distribuzione rischia di essere umiliante

PESCARA. «Risorse scarse», distribuite con modalità che «rischiano di essere umilianti». Il presidente della Regione, Marco Marsilio, “straccia” lo schema di ordinanza del capo della Protezione civile con il quale si intendono aiutare le fasce deboli della popolazione. Dichiarazioni che hanno acceso un ampio dibattito politico tra sostenitori del governo – Pd e 5 Stelle – e centrodestra.
Per Marsilio, esponete di Fratelli d’Italia, si tratta di «risorse scarse, distribuite tramite i Comuni, che si vedranno aggravare il carico delle attività amministrative e burocratiche in un momento di dura prova, e con modalità che rischiano di essere persino umilianti. Non è il tempo di distribuire buoni-spesa o pacchi alimentari. Penso che le risorse debbano essere accreditate sui conti correnti delle famiglie in difficoltà, di tutti quei soggetti costretti a rimanere senza lavoro e senza reddito. Basta indugiare. Anche il fondo di 4,3 miliardi girato subito da Conte ai Comuni è in verità una somma già esistente in bilancio, che lo scorso anno venne accreditato nelle stesse modalità e negli stessi tempi ai Comuni stessi, con il quale i Comuni già affrontano la normale marginalità sociale. La crisi apocalittica che stiamo vivendo», conclude Marsilio, «ha bisogno di nuove risorse e di numeri imponenti, non si combatte con piccoli interventi e timide anticipazioni».
Al suo fianco, tra gli altri, il sindaco dell’Aquila. «Il presidente del consiglio, Giuseppe Conte, ha scaricato demagogicamente ogni responsabilità sugli Enti locali», sostiene Pierluigi Biondi (Fd’I), «fornendo l’impressione distorta che questi saranno coperti d’oro. La realtà è ben diversa. Come già accaduto lo scorso anno, verrà anticipata la liquidità, 4 miliardi, derivante dallo sblocco del Fondo di solidarietà comunale, peraltro alimentato dagli stessi Comuni. Una misura ordinaria che Conte, sprezzante delle responsabilità che ha imputato in capo ai singoli municipi e ai sindaci, ha voluto abbinare al suggestivo annuncio di risorse, ulteriori 400 milioni, per l’acquisto di beni di prima necessità».
E parlano di «false aspettative dal premier Conte» e di «ennesimo flop ai danni dei cittadini» i sindaci e gli amministratori della Lega Abruzzo.
Ma non ci sta Sara Marcozzi, capogruppo 5 Stelle in Regione. «Marsilio riesce a inscenare una polemica assolutamente inutile», commenta, «inizi piuttosto a intervenire sulla gestione fallimentare delle nostre Asl in merito ai protocolli anti-Covid. La sua polemica mi lascia perplessa perché è proprio Marsilio a chiedere all’opposizione in Regione un comportamento responsabile».
A Biondi, invece, replicano gli esponenti Pd della provincia dell’Aquila, Emanuela Di Giovambattista, Francesco Piacente, Stefania Pezzopane, Pierpaolo Pietrucci, Stefano Palumbo, Stefano Albano, Massimo Cialente e Ario Sirimarco: «Il sindaco Biondi, piuttosto che fare il primo cittadino dell’Aquila, preferisce fare il primo cittadino del suo partito e buttarla in polemica. È assolutamente giusto che siano i Comuni a gestire tali fondi perché hanno la mappatura dei bisogni e la competenza dei servizi sociali. Biondi ha fatto fallire, per pura contrapposizione politica, la rete di servizi di contrasto alla povertà costruita insieme alle associazioni di volontariato, che in questo caso gli sarebbe stata molto utile. Se ritiene di non essere in grado, chieda al prefetto di essere commissariato».
Infine, Sandro Mariani, capogruppo di Abruzzo in Comune, critica Marsilio. «Ha letteralmente abbandonato la nave disertando i suoi doveri di guida per la Regione e lasciando Asl, sindaci e cittadini soli di fronte all’emergenza», afferma Mariani, «umiliante è il suo comportamento nei confronti della comunità abruzzese che, al contrario delle altre regioni italiane, si è ritrovata a combattere senza una guida perché il presidente è impegnato solo a fare da megafono alle battaglie romane della Meloni».
©RIPRODUZIONE RISERVATA