Marsilio-D’Amico, comizi finali e confronto con il Centro e Rete8

8 Marzo 2024

Doppia sfida nelle piazze all’Aquila e alle 22 il faccia a faccia in tv che può essere decisivo

PESCARA. I comizi finali all’Aquila e il faccia a faccia a Rete8 con il Centro chiudono la maratona elettorale di Marco Marsilio, governatore uscente e ricandidato dal centrodestra, e Luciano D’Amico, candidato presidente del Patto per l’Abruzzo che gioca d’anticipo l’ultima carta salendo sul palco montato accanto all’auditorium di Renzo Piano alle 17,45 di oggi. Con lui ci sarà Alessandra Todde, che in Sardegna ha sconfitto le destre. Tre quarti d’ora più tardi, alle 18,30, Marsilio risponderà all’avversario calando sia un poker di presidenti di Regione, da Francesco Acquaroli (Marche) e Donatella Tesei (Umbria) a Francesco Rocca (Lazio) e Francesco Roberti (Molise) sia il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano e, soprattutto, Guido Bertolaso, novità dell’ultim’ora, già commissario straordinario per il terremoto del 2009.
In sette quindi parleranno alla villa comunale del capoluogo di regione, un luogo simbolo delle elezioni perché guarda l’Emiciclo.
SVELATO IL MISTERO
La sfida a breve distanza all’Aquila diventerà alle 22 un faccia a faccia televisivo, con i direttori di Rete8 e del Centro, Carmine Perantuono e Piero Anchino, che può anche risultare determinante, con domande a raffica ai due candidati di cui sveliamo solo la prima anticipando anche le risposte. Dove voteranno domenica i due avversari? D’Amico si recherà nella sua sezione di Pescara alla scuola media Mazzini di viale Regina Margherita. Mentre Marsilio voterà nel seggio del Tricalle a Chieti. Perché a Chieti ha preso la residenza dopo aver acquistato una casa in campagna poco prima del confine con Torrevecchia Teatina.
Il che svela il mistero della residenza del governatore tornato cinque anni fa da Roma in Abruzzo e che ieri mattina, davanti alle telecamere di Agorà che lo hanno intercettato sotto la sua abitazione in affitto a Pescara, ha indicato il balcone esclamando: «Io abito qui. E quelle stese sono le mie mutande». Ma torniamo all’ultimo giorno di campagna elettorale anticipando anche gli appelli al voto che i due candidati presidenti faranno questa sera dall’Aquila. Li abbiamo chiesti ad entrambi e loro hanno risposto così.
L’APPELLO DI MARSILIO
«Non posso che affidarmi al sereno giudizio delle abruzzesi e degli abruzzesi. Io ce l’ho messa tutta. Non era facile, ho trovato una regione che viveva in grande difficoltà e in grande disagio. Dopo un solo anno è arrivato il Covid: due anni difficili di pandemia poi la guerra in Ucraina, l’inflazione sopra il 10% e oggi altre guerre, come quella in Medio Oriente, completano il quadro. Ciononostante abbiamo portato una regione, che negli anni di pace governati dal centrosinistra perdeva lo 0,6% del prodotto interno lordo, ad essere una regione che aumenta dell’1% il proprio Pil nonostante le difficoltà che ho elencato. Difficoltà che abbiamo affrontato riuscendo ad attrarre quasi mezzo miliardo di investimenti per gli ospedali. Ne costruiremo almeno quattro e ne stiamo ristrutturando altri con le risorse che siamo stati capaci di portare in Abruzzo facendo una programmazione che prima non c’è mai stata. Io chiedo altri cinque anni per completare questo lavoro, fermarsi ogni cinque anni e ricominciare come l’Abruzzo ha fatto fino a oggi non va bene. Il mio impegno sarà di continuare ad avere sempre più forte un governo vicino all’Abruzzo».
L’APPELLO DI D’AMICO
«Domenica deve vincere prima di tutto la democrazia. E per fare questo è importante che tutte le abruzzesi e gli abruzzesi vadano a votare. E lo facciano consapevolmente, scegliendo in libertà. Noi abbiamo proposto un programma chiaro, che rimette al centro l’Abruzzo e i suoi territori, che ha come cuore pulsante i diritti, sociali e civili, delle cittadine e dei cittadini. È un programma, il nostro, che nasce dalle proposte concrete della società civile, delle associazioni e di tanti e tante abruzzesi, che con impegno hanno contribuito a scriverlo, portando la testimonianza della realtà che vivono ogni giorno. Una realtà ben diversa da quella che, negli ultimi mesi, è stata propagandata dalla controparte. Con attenzione abbiamo ascoltato gli abruzzesi e le abruzzesi, e insieme alle loro storie e alle loro necessità abbiamo riscontrato anche un grande entusiasmo e una grande voglia di tornare a vivere in una regione inclusiva, che rispetti le comunità e le sue scelte. È il momento di riprendere in mano la nostra storia, di far valere i nostri diritti e di non credere a chi vuole farli passare per favori che ci vengono concessi. Il 10 marzo è importante andare a votare e scegliere la coalizione che ho l’onore di rappresentare».
©RIPRODUZIONE RISERVATA