Marsilio e Verì: servono altri medici via alle assunzioni

21 Marzo 2020

C’è l’ordinanza per avviare le procedure di reclutamento Molti si offrono volontari in trincea. Richiamati i pensionati

PESCARA. Medici che si offrono volontari per aiutare i colleghi in difficoltà negli ospedali ormai al limite di pazienti in aree Covid e medici in pensione richiamati in servizio.
Serve personale specializzato per fronteggiare l’emergenza coronavirus negli ospedali abruzzesi al collasso, Pescara in testa, dove si registra il maggior numero di contagi (l’impressionante conta, anche dei morti in Abruzzo, è in continua evoluzione).
Ad un primo appello dell’assessore alla Salute Nicoletta Verì nella giornata di ieri: «I medici disponibili si facciano avanti, abbiamo bisogno di tutto il personale possibile in un momento difficilissimo per i sanitari in trincea negli ospedali. Anche per questa ragione stiamo richiamando i professionisti in pensione», ha fatto seguito, in serata, l’ordinanza del presidente della Regione Marco Marsilio, nella quale si chiede alle Asl di «avviare immediatamente le procedure per acquisire la disponibilità di personale medico» che andrà a comporre le «unità speciali di continuità assistenziale» (Usca) che dovranno «garantire il servizio sette giorni su sette dalle 8 alle 20».
I volontari che vogliono andare in trincea negli ospedali assediati dai pazienti Covid ci sono e aspettano solo la «chiamata alle armi» da parte delle Asl regionali subissate di mail di professionisti altamente qualificati, tra cui alcuni scienziati, che hanno «manifestato la volontà di dare una mano» ai colleghi del pronto soccorso o di altri reparti in affanno in un periodo storico in cui la «peste del secolo» come l’ha definita il governatore Marsilio sta flagellando comunità e mettendo in ginocchio il sistema sanitario regionale.
Alberto Albani, coordinatore dell’unità di crisi sanitaria istituita dalla Regione e primario del pronto soccorso dell’ospedale di Pescara (che ha già ricevuto alcune mail di medici che desiderano entrare in campo per aiutare i colleghi) ha evidenziato ieri che «se la curva del contagio continuerà a crescere, come sembra, ci sarà un momento in cui non saremo in grado di garantire completamente l’assistenza ai pazienti».
Pazienti intubati, sottoposti a ventilazione, a terapie devastanti. Persone che lottano, in bilico tra la vita e la morte, attorniati dagli “angeli” avvolti da tute bianche soffocanti disposti a sacrificare la vita per salvare quella degli altri.
Ma nessuno si tira indietro. Anzi, c’è chi si offre volontario nella trincea del terrore.
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