Marsilio: gli ebrei di Roma grati all’Abruzzo
L'AQUILA. «La Giornata della Memoria mi porta a testimoniare, prima di tutto come persona, poi come politico, che bisogna sconfiggere la tentazione di vivere in una sorta di presente permanente e che...
L'AQUILA. «La Giornata della Memoria mi porta a testimoniare, prima di tutto come persona, poi come politico, che bisogna sconfiggere la tentazione di vivere in una sorta di presente permanente e che le ingiustizie, le sopraffazioni, insomma il male che la storia ci consegna non va dimenticato e che il ricordo va coltivato sopra tutto tra le giovani generazioni».
Così in una nota il candidato presidente del centrodestra Marco Marsilio. «I nomi di alcune località abruzzesi sono i cognomi di famiglie ebraiche, sono la testimonianza di una loro presenza nel nostro territorio, sia pure da fuggiaschi. Gli ebrei in Abruzzo hanno contribuito con i loro saperi allo sviluppo di nuovi mestieri e attività, come nel caso dei trabocchi, un'idea degli ebrei veneziani stabilitisi nel nostro litorale. Senza memoria storica, una comunità può smarrire il senso profondo della propria identità culturale e civile».
«In questa ottica va letto il gesto del sindaco dell'Aquila, Pierluigi Biondi, che lo scorso dicembre, ha fatto riposizionare la pietra d'inciampo, dedicata a Guido Della Pergola, deportato dal capoluogo di regione, dove lavorava, ad Auschwitz. La comunità ebraica romana non ha esitato, attraverso atti concreti, a esprimere la propria solidarietà nei confronti delle popolazioni del cratere del sisma del 6 aprile 2009. Il loro gesto ci ha ricordato che, durante la guerra, in diversi centri del nostro Abruzzo, molti ebrei in fuga dalle persecuzioni, trovarono rifugio». (l.a.)

