Marsilio: «L’Abruzzo resta in fascia rossa»

Il governatore è deluso e punta sul ritorno all’arancione dall’Immacolata Appello al ministro Speranza: insistere con le attuali restrizioni non ha senso
L'Abruzzo resta ancorato alla fascia rossa, almeno fino a domenica prossima. L'appello del governatore Marco Marsilio al ministro della Salute, Roberto Speranza, è caduto nel vuoto. Nessun declassamento, che avrebbe consentito il passaggio in area arancione e la riapertura delle attività commerciali chiuse per decreto. La fitta interlocuzione con il Governo non ha prodotto l'effetto sperato: adesso si guarda al report settimanale, atteso per stasera, sulla base del quale il ministro adotterà le nuove classificazioni. Ieri è scaduto il termine dell'ordinanza siglata da Marsilio, che ha portato dritto l'Abruzzo in zona rossa con quattro giorni di anticipo rispetto al provvedimento dell'esecutivo nazionale. Un lasso di tempo evidentemente non sufficiente, per l'esecutivo nazionale, rispetto alla data del 10 dicembre, quando scadrà la classificazione dei 14 giorni stabilita dal Governo. Marsilio spera, ora, di traghettare l'Abruzzo in zona arancione all'inizio della prossima settimana e salvare il ponte dell'Immacolata.
DIALOGO COSTANTE
La nota del presidente Marsilio, arrivata nelle redazioni nel primo pomeriggio, non dà adito a diverse interpretazioni. «In attesa che la Cabina di regia produca il report settimanale, previsto per stasera, sulla base del quale il ministro della Salute, Speranza, adotterà le nuove ordinanze, tutte le regioni resteranno fino a sabato nell’attuale fascia di rischio», scrive Marsilio. Tutte significa anche l'Abruzzo, per il quale il governatore aveva chiesto una deroga sulla base dei numeri «che dicono che siamo, a tutti gli effetti, in zona arancione. I dati sui contagi sono diminuiti come anche la pressione sugli ospedali. Insistere con un'altra settimana di cura da cavallo non è opportuno», le parole del presidente della Regione, nella conferenza stampa di mercoledì scorso, all'Aquila. «Sulla particolare situazione dell’Abruzzo, continua l’interlocuzione istituzionale», ha detto Marsilio, spiegando che «se da un lato il ministero è tenuto ad applicare all’Abruzzo le stesse procedure e tempistiche previste per tutti, dall’altro vi è piena disponibilità a valutare, in tale contesto, quanto fatto dalla Regione in autonomia, anticipando i tempi dei provvedimenti e le relative decorrenze».
SONO FIDUCIOSO
«Attenderemo l’esito del report settimanale, fiduciosi che registrerà un’ulteriore tendenza al miglioramento e valori compatibili con la zona arancione, come già avviene da venerdì scorso», ha evidenziato Marsilio, «e continueremo a monitorare, insieme al Ministero, i dati nell’intero fine settimana. Se i numeri daranno indicazioni confortanti, non dubito che anche l’Abruzzo entrerà in zona arancione nella prima parte della settimana, in tempo per l’apertura del periodo natalizio, che parte con la festività dell’Immacolata». Proprio per accelerare i tempi il governatore dell'Abruzzo aveva inviato, due giorni fa, una lettera al ministro Speranza, chiedendo un percorso chiaro per il passaggio tra le diverse fasce ed evidenziando «l'incongruenza del sistema attualmente in vigore» che vede l'analisi dei dati, da parte della cabina di regia, il venerdì di ogni settimana: valutazioni da cui scaturisce la decisione del ministro Speranza sulla ripartizione delle fasce, che tuttavia avvengono sulla base di dati ormai "vecchi", in quanto risalenti alla settimana precedente.
ABRUZZO GIÀ ARANCIO
Nella giornata di ieri Marsilio è tornato a sollecitare il Governo, dati alla mano. «Chiedo per l'Abruzzo una valutazione il più possibile ancorata ai dati reali visto che, quando si tratta di passare in una fascia di maggior rischio, la relativa classificazione avviene nel giro di 48 ore, proprio per l'esigenza di fare presto», la valutazione di Marsilio, «mentre il processo inverso comporta almeno 21 giorni, stando all'applicazione del Dpcm del 3 novembre scorso». Ventuno giorni che, nel caso dell'Abruzzo, scadono il 10 dicembre, a festività natalizie già iniziate. «I dati dicono altro, che siamo, a tutti gli effetti, in zona arancione. I dati numeri dei contagi sono diminuiti come anche la pressione sugli ospedali», incalza Marsilio. Tra i problemi impellenti da affrontare, la riapertura dei negozi di abbigliamento, calzature, profumerie e oreficerie, che vanno per la maggiore sotto Natale. Ma se il ministro Speranza deciderà di applicare alla lettera il Dpcm del 3 novembre, l'Abruzzo non uscirà dalla massima fascia di allerta prima del 10 dicembre.
NUMERI IN REGRESSIONE
Il quadro abruzzese, ampiamente illustrato da Marsilio, mostra dati in progressivo miglioramento, tranne che nella provincia dell'Aquila, dove la criticità della situazione pesa sull'assetto dell'intera regione. L'Abruzzo, al momento, è a metà della classifica delle regioni, come occupazione dei posti letto in terapia intensiva, con il 40% contro il 41,47% della media nazionale. Stesso dato per i posti occupati in area critica, il 48%, mentre l'indice Rt è a 1,11, in linea con la media nazionale.
PRUDENZA E RESPONSABILITÀ
Marsilio spera di giocare d'anticipo, almeno di qualche giorno. «Anche se dovessimo anticipare leggermente, rispetto al 10 dicembre, il passaggio in fascia arancione», aveva già detto, «non sarà un liberi tutti: agli abruzzesi chiedo senso di responsabilità e prudenza perché l'emergenza non è ancora rientrata». Il rischio di una terza ondata è dietro l'angolo. «Non ci si potrà ammassare nei centri commerciali o creare assembramenti nei negozi», avverte il governatore, che non ha escluso la possibilità di riaprire le seconde e terze medie direttamente il 7 gennaio, anche con il ritorno in fascia arancione.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

