Marsilio: la mia vittoria è storica

12 Marzo 2024

Il presidente rieletto: «Centrosinistra schizofrenico, becera la loro campagna elettorale» 

L'AQUILA. È il Marsilio dei record. L'unico presidente uscente, dal 1993, ad essere stato rieletto al secondo mandato in Abruzzo. Il neo governatore, alle 12 e due minuti varca la soglia della sala stampa di palazzo Silone, all'Aquila, dopo la lunga notte elettorale che lo ha portato dritto alla vittoria. Il braccio sulle spalle del sindaco dell'Aquila e compagno di partito, Pierluigi Biondi, con cui Marco Marsilio parla fitto fitto, lungo il corridoio. L'auditorium è gremito di giornalisti. «Così me fate quasi sentì importante», si schermisce con accento romano, tra abbracci e sorrisi. In prima fila non manca nessuno: i senatori di Fratelli d'Italia, Guido Liris ed Etel Sigismondi, il senatore di Forza Italia, Nazario Pagano, il presidente della Camera, Fabio Rampelli, il sottosegretario di Stato, Luigi D'Eramo, della Lega e l'ex vice presidente della regione, neo rieletto, Emanuele Imprudente. «Avevamo una marcia in più, il campo lungo ha battuto il campo largo. E, parafrasando il mio slogan elettorale – il governo che fa bene all’Abruzzo – posso dire che c'è anche un Abruzzo che fa bene al governo. Voglio coltivare la speranza che l’attenzione politica e mediatica nazionale catalizzata in questi giorni, dopo decenni di marginalità e disattenzione che hanno portato ad un deficit economico e strutturale, prosegua in futuro».
IL MESSAGGIO Di Giorgia MELONI
La prima telefonata, ieri mattina, è stata quella dell'amica di sempre, la presidente del Consiglio dei ministri, Giorgia Meloni. «Come promesso l'ho mandata a dormire presto l'altra sera», ha detto Marsilio, «c'è stata un po' di ansia fino agli exit poll, ma eravamo certi della vittoria, e la premier è andata a letto contenta e fiera del lavoro svolto. La ringrazio per le attenzioni che ha riservato all'Abruzzo: sono certo che continuerà ad esserci vicina come ha sempre fatto». In un messaggio pubblico Meloni si è congratulata con Marsilio, «primo presidente della storia della regione Abruzzo ad essere riconfermato per un secondo mandato dai cittadini» e con «tutto il centrodestra, che è stato premiato per il buon governo di questi anni. Perché non importa quanto un campo sia largo, quello conta è quanto quel campo sia coeso, quanto abbia un'idea chiara da raccontare e da costruire per i cittadini», le sue parole, «e noi faremo tutto quello che possiamo per non deludere le aspettative dell'Abruzzo». A seguire sono arrivate anche le telefonate di Giuseppe Conte, presidente del Movimento 5 Stelle, e dello sfidante, Luciano D'Amico. «Entrambi hanno riconosciuto la vittoria», ha detto Marsilio.
SAPEVAMO DI VINCERE
«Sull'esito del risultato non ho mai avuto dubbi», afferma Marsilio, «potrei sventolare da giugno scorso i sondaggi che avevamo commissionato e ci davano in pareggio e, invece, abbiamo vinto. Sondaggi che smentiscono la narrazione che partivamo in carrozza, con un grande vantaggio. I nostri avversari hanno scelto intelligentemente di unirsi tutti per giocare la partita, ma i sette punti di distacco con la coalizione di D'Amico certificano l'incapacità nel ricambio della classe dirigente, basta rileggere chi sono gli eletti. Hanno presentato D’Amico cercando di verniciare di nuovo la coalizione, ma è bastato grattare la patina per far riemergere tutto il vecchio del Pd, che ha condotto una campagna schizofrenica».
PARTIRANNO QUERELE
Il presidente riconfermato ha annunciato querele nei confronti della «caterva di corazzate editoriali che hanno dipinto l'Abruzzo, che non lo meritava, come una regione con una sanità allo sbando e i giovani che scappano, governata da un abusivo che lavora in smart working e in Abruzzo non si vede, con attacchi tracimati nella calunnia nei miei confronti e della mia famiglia. Con la storia dei tre mari mi hanno dipinto come uno zotico ignorante: all'inizio mi sono indignato, poi ho pensato che valeva la pena continuare a parlare di ospedali, infrastrutture, economie e fondi comunitari». Marsilio ha sottolineato «la qualità delle liste, ben nutrite di campioni di consenso», spiegando che «non ci saranno problemi a comporre la giunta». Oggi il presidente è atteso a Bruxelles per il Comitato europeo delle Regioni. Poi, si concederà qualche giorno di vacanza all’estero.