Marsilio: non accalcatevi nei centri commerciali

Il governatore assicura: «Agli abruzzesi non mancheranno mai i generi alimentari» Parla dal suo isolamento a Roma: ho fatto il tampone, attendo l’esito e lavoro da casa
PESCARA. Ieri si è sottoposto al tampone e attende l’esito dell’esame («Confido che sia negativo»). Insomma, è pronto a uscire di casa e tornare al lavoro.
«In verità», sottolinea il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, che si trova a Roma, nella sua abitazione, «già adesso lavoro 20 ore al giorno utilizzando tutti i mezzi tecnici a disposizione. Non riesco a staccare un attimo, anche volendo, tra telefonate, video conferenze ed altro. Ma mi conforta che stiamo facendo da giorni un duro lavoro in Abruzzo, come se la vera emergenza, quella tosta, fosse già arrivata. E quindi siamo in fase di contenimento: non so se siamo stati più bravi o fortunati, ma penso tutte e due le cose», queste le sue parole facendo riferimento ai 54 casi di positività registrati fin qui in Abruzzo.
Il governatore, che si è messo in isolamento volontario per aver avuto contatti con il suo collega del Lazio, Nicola Zingaretti, non vede l’ora di tornare operativo al 100%.
«Stiamo facendo tutto il possibile», spiega, «ma la popolazione deve collaborare. Ho visto immagini di assalti ai supermercati e ai centri commerciali e non c’è niente di più sbagliato. Garantiremo l’approvvigionamento alimentare e quindi gli abruzzesi possono stare tranquilli. Ammucchiarsi oggi fuori dei supermercati è quanto di più pericoloso possa esserci».
L’esperienza del coronavirus lo spinge a ipotizzare una modifica del sistema sanitario. «Certo, superata questa lezione», sottolinea il presidente della Regione, «dovremo ripensare un modello sanitario più adatto alla modernità, così come dovremo riflettere su certi modelli produttivi, magari recuperando quel minimo di autonomia nazionale che il mio partito (Fdi), da tempo chiede, una quantità minima di interesse nazionale che in queste ore mi sembra emerga con chiarezza. Uno Stato nazionale generatore di una offerta di sicurezza nei confronti dei cittadini, perché scoprire che le mascherine le producono solo in Cina ti fa capire molte cose».
«Ma è un auspicio di aumento di logica continentale quella che servirebbe», conclude Marsilio, «così come in queste ore le stesse regioni che hanno cultura autonomista hanno ritenuto giusto che lo Stato intervenga su compiti comuni».
«Lo dicevo giorni fa al sindaco di Penne: noi pensiamo di essere marginali? Siamo una piccola realtà e figurati se a noi può accadere? E invece... a Penne abbiamo forse un focolaio importante e quindi gli ho detto “hai visto che la Cina è vicina?”». Il primo cittadino di Penne, Mario Semproni, medico geriatra all'ospedale di Penne è risultato positivo al coronavirus. Marsilio nel rivelare la battuta con Semproni conferma che «questo fenomeno che stiamo vivendo ci dovrà stimolare a rimodulare la nostra sanità: ormai siamo tutti esposti a fenomeni più grandi delle nostre singole realtà, quindi dovremo ripensare i presìdi minori come Penne per esempio, come fossimo in tempo di guerra. Se arriva l'onda lunga ci sarebbero interi reparti da ripensare».
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