Marsilio: «Risolveremo i danni fatti prima di noi»

E il senatore Liris (Fratelli d’Italia) rincara la dose: «È il frutto della follia grillina» Ma Taglieri (M5S) dà la stoccata: «Meloni ha carpito la buona fede degli italiani»
PESCARA. «Risolveremo i danni causati da chi c’era prima di noi». Marco Marsilio rompe il silenzio sul caos del Superbonus.
Con un comunicato di poche righe, scritte dopo che M5S e Pd della Regione lo hanno incalzato e provocato sulla decisione di Giorgia Meloni che spezza le gambe ai bonus sulla casa, il governatore accende la miccia anche in Abruzzo, scatenando immediatamente la reazione al veleno di Francesco Taglieri, capogruppo dei 5 Stelle in regione, contro il quale scende in campo Guido Liris, senatore di Fratelli d’Italia, fedelissimo a Marsilio. Roba da fuochi d’artificio alla vigilia dell’incontro a Palazzo Chigi, previsto oggi pomeriggio, con cui il Governo tenta di disinnescare la polveriera dei crediti d’imposta stoppati. Ne uscirà, quasi certamente, proponendo ad Ance, Abi e altri portatori di interesse, la soluzione della loro cartolarizzazione, un’idea lanciata tre mesi fa dall’Ance Abruzzo, come dimostra una lettera in nostro possesso a firma di Antonio D’Intino, presidente regionale dei costruttori. Ma torniamo a Marsilio.
INCOMPETENZA
E FACILONERIA
«L’interlocuzione con il governo Meloni sulla vicenda del Superbonus è costante e va avanti ormai da mesi», scrive il governatore, «si lavora a una soluzione che faccia salvi i diritti acquisiti e la buona fede di chi si è fidato dello Stato. Sono certo che il governo troverà una sintesi equilibrata per risolvere il problema dei crediti incagliati. Per il resto», afferma, «stiamo rimediando i drammatici errori fatti dai governi precedenti, che stanno rischiando di mandare in default il bilancio dello Stato per colpa di un misto di improvvisazione, faciloneria, incompetenza e demagogia». La critica, molto pesante, è chiaramente riferita all’ex premier Giuseppe Conte e ai 5 Stelle, ideatori del Superbonus.
HANNO CARPITO
LA BUONA FEDE
«Il diktat romano al grido: “massacriamo i risultati del Superbonus per salvarci la faccia”, è arrivato, seppur con un giorno di ritardo, anche a Marsilio che finalmente accenna qualche parolina in politichese per rispondere al pasticciaccio del Governo Meloni sui bonus edilizi. Sembra proprio che il presidente della Regione abbia scelto, anche questa volta, di appoggiare il suo governo piuttosto che le imprese abruzzesi», sbotta Taglieri, capogruppo pentastellato.
«Crediamo che in buona fede siano stati tutti quei cittadini che si sono fidati della propaganda di Meloni in campagna elettorale, quando parlava di “salvare il Superbonus” per poi renderlo praticamente inaccessibile alla quasi totalità degli italiani e stoppare lo sblocco dei crediti da parte degli enti locali», tuona il 5 Stelle. «La verità è che ormai il re è nudo e», continua, «questa narrazione sulle casse dello Stato saccheggiate dal Superbonus è chiaramente smentita dai numeri. Il Superbonus», sottolinea infine il capogruppo M5S, «ha risollevato la nostra economia generando 900mila nuovi posti di lavoro e contribuendo alla crescita del Pil di almeno il 20%. Così come si continua a sottovalutare il risparmio derivante dal efficientamento energetico». Ma Liris controreplica.
TRATTATI
COME PINOCCHIO
«È giusto fare un’operazione verità: come si è arrivati a spendere 120 miliardi senza uno stop?», chiede a Taglieri il senatore di FdI. « Sarà il Governo Meloni», afferma, «a dover trovare la via d'uscita a questa situazione fuori controllo, prevedendo il contributo dagli ordini professionali e associazioni di categoria, e mettendo in campo programmi, validi per i prossimi decenni, che puntino ad ammodernare il patrimonio edilizio del Paese».
«Per i crediti incagliati nei cassetti fiscali», afferma, «una soluzione andrà trovata, e come tutte le soluzioni non sarà gratuita, come erroneamente fatto credere da avventurieri della politica che, dopo aver convinto tanti giovani che si potesse guadagnare senza lavorare, sono passati a parlare di edilizia convincendo molti italiani che si potessero rifare le loro abitazioni a costo zero. Una follia di massa a soli fini elettorali», dice Liris.
«Nell’incontro a Palazzo Chigi», conclude Liris, «il premier proporrà soluzioni che avranno tutte un costo per i contribuenti, anche per i meno abbienti. Risorse che verranno sottratte alla spesa pubblica, ai servizi, al sociale, alla scuola, alla sanità. Ma quanto accaduto con Conte valga come insegnamento: gli italiani sono stati trattati come Pinocchio che, mal consigliato dal gatto e dalla volpe, metteva i soldi sotto terra pensando nascesse un albero di soldi». (l.c.)

