Marsilio sentito dai pm: ho aiutato a fare chiarezza

13 Aprile 2021

Dalle intercettazioni emergono i tentativi di Trotta di avvicinare il presidente E per un’ora e mezza il governatore ha spiegato i suoi rapporti con il primario 

PESCARA. «Sono stato chiamato come persona informata sui fatti e nemmeno sfiorato lontanamente dall’ombra di un dubbio rispetto alla correttezza dei miei comportamenti e quindi della Regione Abruzzo che rappresento». È quanto dichiara il presidente della giunta Marco Marsilio lasciando gli uffici della procura dove è rimasto per circa un'ora e mezza per rispondere alla domande dei magistrati che lo avevano convocato come testimone, in relazione ad alcuni aspetti dell’inchiesta sull’appalto “pilotato” sui servizi psichiatrici extra ospedalieri, costato la misura cautelare al dirigente medico Sabatino Trotta (suicida in carcere lo stesso giorno dell’arresto), a Domenico Mattucci e a Luigia Dolce, della coop “La Rondine” che si assicurò quell’appalto da 11 milioni di euro. I pm Anna Benigni e Luca Sciarretta lo hanno voluto ascoltare per chiarire alcune circostanze emerse dagli atti: le chiamate indirette emerse nel corso di alcune telefonate intercettate, tra Trotta e il portavoce di Marsilio, Etelwardo Sigismondi, e con Terenzio Rucci, responsabile dell’ufficio di ascolto sociale della Regione, persona di fiducia di Marsilio che peraltro ieri ha accompagnato il governatore in procura.
COLLOQUIO SECRETATO «È stato un colloquio cordiale, sereno e costruttivo», aggiunge Marsilio, «proprio perché da subito ho fatto sapere che la Regione avrebbe collaborato con la magistratura per fare luce sui fatti e per raccontare le cose che potevo conoscere intorno alla vicenda del dottor Trotta. Certo sono stato molto sorpreso di quello che è accaduto a Sabatino Trotta. Il resto viene da sé. Ho detto ai pm con molta chiarezza che con Sabatino avevo stretto un’amicizia personale e mi ferisce molto scoprire che la persona che avevo conosciuto è un altro Sabatino Trotta». Sui contenuti del colloquio è stato imposto dalla procura, che ha secretato gli atti, il più stretto riserbo e neppure il governatore ha voluto dire una parola.
TROTTA E LA POLITICA Al centro dell’audizione di Marsilio, comunque, c’è soprattutto il versante politico di cui si stava interessando in maniera anche pressante Trotta, intenzionato a svolgere un ruolo politico in Abruzzo. Si parla di pacchetti di voti importanti, legati proprio a Mattucci, e alla possibilità di quest’ultimo, favorito nell’appalto, di indirizzare verso Fratelli d’Italia di cui faceva parte anche Trotta, il bacino di voti dei circa 700 dipendenti del Consorzio Sgs.
LA CENA Secondo la ricostruzione dell’accusa, Trotta si attiva per organizzare una cena cui avrebbero dovuto partecipare anche il direttore generale della Asl, Vincenzo Ciamponi e lo stesso Rucci. L’obiettivo di Trotta, che emerge chiaramente dalle intercettazioni, era quello di bypassare Claudio D’Amario e arrivare direttamente a Marsilio tramite due dei suoi uomini più fidati, per ottenere fondi importanti per la società “Airri Abruzzo” (sempre guidata da Mattucci) e la residenza per anziani “San Giorgio” di Lanciano.
I VOTI DEI DIPENDENTI Ma l’argomento elettorale, secondo quanto emerge dalle carte della Procura, viene trattato più ampiamente nel corso di una visita al Centro diurno di via Vespucci, quando Trotta parla con Rucci. Passaggio riportato anche nella misura cautelare. «In data 9 dicembre 2020, dopo aver avuto la certezza che la gara era stata vinta dal Consorzio Sgs, Trotta, per cercare di ottenere favori anche per “Airri”, organizza una visita ufficiale di Rucci al Centro diurno. Per cercare di ingraziarsi i favori di Marsilio», si legge nell’ordinanza, «e per dimostrare il suo potere di gestione dell’elettorato, alla richiesta di Rucci di informazioni da riferire al presidente della giunta, Trotta riferiva che Mattucci, attraverso i voti dei dipendenti e dei parenti degli stessi, aveva permesso alle elezioni per il rinnovo del consiglio comunale di Chieti, al candidato del partito Fratelli d'Italia, Roberto Miscia di essere eletto».
LE INTERCETTAZIONI Nel colloquio intercettato Trotta è molto esplicito con Rucci: «La Sgs è una cooperativa che poi ci servirà per quello che serve (il riferimento è alle elezioni): noi gli abbiamo fatto la gara e loro hanno vinto, facciamo pesare che siamo stati noi, adesso ci sta solo da incassare». «Questo solo a Pescara», aggiunge Trotta, «ma adesso sarà pronta la gara a Chieti»; Rucci: «Chieti non la fai tu però»; Trotta: «Mario Verna è un amico, quindi noi avremo in mano tutto quello che serve per le prossime campagne elettorali, capito?». Poi, quando sono tutti e tre, Rucci, Mattucci e Trotta, quest’ultimo riassume i fatti: «La partita del coso è chiusa, lui è parte attiva anche nel discorso D’Amario (parla a Rucci di Mattucci)». Trotta spiega a Rucci che «entro il 15 del mese devono (la Regione) risolvere il problema sennò “ci sta la botta” e reggere un altro impatto non lo reggiamo assolutamente. Il 15 devono essere pronti perché l’atto deliberativo di affido esce in settimana. Come esce il decreto di affido, loro come Asl e Mattucci come "La Rondine" rilasceranno un'intervista alla stampa».
©RIPRODUZIONE RISERVATA