Marsilio: sette piani per i malati di Covid

Subito dai 60 ai 90 posti letto in più all’ospedale regionale di Pescara E arrivano 16 nuovi medici. Ecco il piano per affrontare anche il peggio
PESCARA. Sette piani per curare i malati di coronavirus. Tutta la palazzina dell’ospedale Covid di Pescara sarà dedicata ai pazienti colpiti dal virus.
Il presidente della Regione Marco Marsilio, in visita ieri al Covid hospital di via Rigopiano, ha dato il via libera al progetto proposto dalla Asl di Pescara di spostare dalla palazzina rossa ex Ivap tutti i servizi che riguardano la medicina territoriale nel distretto sanitario di via Rieti. «In questo modo», spiega Marsilio, «libereremo tre piani e tutta la palazzina ex Ivap sarà dedicata solo ai pazienti Covid».
NUOVI POSTI LETTO. La riconversione dei tre piani avverrà in pochissimi giorni. I locali lasciati vuoti da ambulatori, laboratori e servizi di medicina territoriale saranno occupati da nuove camere di degenza e aree di sub intensiva Covid e da nuovi spazi ambulatoriali di triage. «Contiamo di avere dai 60 ai 90 posti letto in più», è la stima fatta dal professor Giustino Parruti, direttore dell’Unità operativa complessa di Malattie infettive dell’ospedale di Pescara.
«In questo modo possiamo sempre più essere una realtà che funge al decongestionamento dell’ospedale e all’obiettivo che stiamo perseguendo, cioè di lasciare la maggior parte degli altri servizi inalterati. In questo momento, infatti, non abbiamo un affollamento degli spazi puliti dell’ospedale e non abbiamo una riduzione dell’attività ospedaliera».
NUOVO PERSONALE. Per affrontare l’emergenza Covid, arrivano altri medici. «Ne abbiamo contrattualizzati sedici», spiega Vincenzo Ciamponi, direttore generale della Asl di Pescara, «otto della Protezione civile e otto a carico nostro. Nei prossimi giorni avremo un rinforzo importante di personale perché abbiamo fatto anche due manifestazioni d’interesse per operatori socio sanitari e infermieri».
«Questo ospedale sta svolgendo fino in fondo il suo compito», afferma Marsilio, che è entrato nei reparti Covid accompagnato da Parruti. «E pensare che qualcuno la definiva cattedrale nel deserto. Vorrei portare queste persone a visitare l’ospedale per rendersi conto della sofferenza delle persone, ma anche della capacità con la quale il Covid hospital sta sostenendo l’impatto. Mentre stiamo dando la massima assistenza ai malati Covid, all’ospedale di Pescara nell’ultimo mese si sono fatti più interventi del normale. Si è continuato a fare la sanità a 360° e tutte le patologie sono state curate. Continueremo a farlo, sperando che l’onda dei contagi si fermi perché questo ospedale non può contenere all’infinito altri pazienti».
OSPEDALI AL COLLASSO. La pressione ospedaliera è sempre più pesante. I reparti di Malattie infettive sono saturi e l’Abruzzo ha raggiunto la soglia di rischio sul fronte delle terapie intensive: il 30% dei posti letto è occupato da pazienti Covid. «Ad oggi abbiamo occupato 51 posti di terapia intensiva su un totale di 143», i numeri dati da Marsilio. «È un dato che, purtroppo, si aggiorna di giorno in giorno. Abbiamo ricevuto altri 11 ventilatori e i nostri presidi stanno attrezzando nuovi posti di terapia intensiva. Qui al Covid hospital di Pescara era già stata prevista strutturalmente questa capacità di espansione. Ci sono camere attrezzate con due degenze, ma che sono predisposte con quattro attacchi per i gas medicali. Stiamo incrementando, man mano che si rende necessario, il numero di posti per la terapia intensiva».
«È in corso una rimodulazione dei posti letto che passa dalla terapia intensiva a quella sub intensiva e ai ricoveri normali», dice l’assessore alla Salute Nicoletta Verì, presente alla visita istituzionale al Covid hospital insieme a Lorenzo Sospiri, presidente del Consiglio regionale.
GLI ALTRI INTERVENTI. Vanno avanti, intanto, i lavori per il potenziamento della rete Covid, «lavori che, se ci avessero messo in condizione di fare quest’estate, oggi sarebbero già completati», ha ripetuto Marsilio, sottolineando di aver ricevuto la delega dal Governo solo l’8 ottobre. Il primo intervento, relativo alla Asl di Pescara, riguarda il rifacimento degli spogliatoi a servizio delle terapie intensive e sub intensive e la realizzazione degli studi medici. «Il progetto», dice Marsilio, «è stato già consegnato e approvato. Sono state già nominate le commissioni. Entro venerdì avremo anche la progettazione definitiva esecutiva in merito alla realizzazione delle opere impiantistiche per la Tac dedicata al Covid in terapia intensiva». Gli altri lavori riguardano la realizzazione del reparto di osservazione breve dedicato al coronavirus in terapia sub intensiva e l’adeguamento dei percorsi del Covid hospital e i collegamenti con i servizi funzionali al presidio di Pescara. E ancora: la ristrutturazione del pronto soccorso per percorsi separati all’ospedale di Pescara (altrettanto verrà fatto per il pronto soccorso di Penne). È stata approvata dal direttore del Dipartimento regionale della Salute anche la rimodulazione degli interventi per la Asl di Pescara per un importo di 1, 3 milioni di euro per la realizzazione di lavori per l’implementazione di posti letto per la terapia intensiva.
COME EVITARE LA ZONA ROSSA? L’Abruzzo da ieri è in zona arancione. C’è il rischio di finire in zona rossa?
«Il problema grosso in questo momento è che la maggior parte delle catene sono legate alla super diffusione che si è innescata nella nostra regione, specie in alcune zone», risponde l’infettivologo Parruti. «Esiste la possibilità che le attuali catene di trasmissione non si riescano a controllare con le attuali misure. La speranza, però, che l’aderenza totale alle misure di distanziamento sia vincente c’è. Se si è perfettamente aderenti alle misure di contenimento, i rischi si azzerano. Se riuscissimo a giocarci ancora questa carta, l’Abruzzo potrebbe essere zona virtuosa».
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