Marsilio: via alla sfida per trovare posti letto

Il Centro e Rete 8 intervistano il presidente, queste le sue scelte
CHIETI. L’allarme lo lancia il presidente della Regione Marco Marsilio. «La crescita dei contagi sta mettendo a dura prova la capacità degli ospedali di resistere e di accogliere i malati», dice il governatore dell’Abruzzo. «I reparti di Malattie infettive di fatto si sono esauriti, siamo già costretti da giorni a reperire spazi nei reparti di medicina, di geriatria e di pneumologia. Fino a un mese fa avevamo circa 2-3.000 casi positivi complessivi, ora siamo a 8mila. Abbiamo per fortuna la metà dei posti di terapia intensiva occupati, ma il numero di persone ricoverate è maggiore rispetto alla prima ondata di marzo». Per fronteggiare la nuova emergenza Covid, l’Abruzzo ha pianificato un piano di potenziamento della rete ospedaliera Covid con nuovi posti letto pronti per la fine dell’anno. È la sfida lanciata da Marsilio, ospite a Rete 8 della trasmissione “I fatti e le opinioni”, curata e condotta dal direttore Carmine Perantuono. Presente in studio anche il direttore del Centro, Piero Anchino, che ha incalzato il governatore sui temi di stretta attualità legati alla gestione dell’emergenza Covid e delle sue ripercussioni non soltanto sul sistema sanitario, ma anche economico e sociale della regione.
LA PRESSIONE OSPEDALIERA. L’Abruzzo è stata classificata come zona gialla, «ma questo non ci deve fare stare più tranquilli perché il virus sta colpendo in modo virulento tutto il Paese». E non risparmia nemmeno l’Abruzzo. «Negli ultimi giorni abbiamo dovuto ridurre la medicina differibile per offrire maggiori spazi alle persone colpite dal Covid», spiega Marsilio. «Anche se le terapie intensive sono largamente al di sotto della soglia di allarme, che scatta quando il 30% dei posti disponibili è occupato dai malati Covid, abbiamo dovuto recuperare rianimatori e anestesisti dedicati ad altro tipo di lavoro, e questo significa fare meno interventi per altre patologie».
Se l’Abruzzo dovesse cambiare colore e passare nella zona arancione o, nella peggiore delle ipotesi, in quella rossa, sarebbe pronto ad affrontare l’emergenza? «Sarebbe stato più pronto alla seconda ondata se questa estate, invece di parlare ossessivamente della chiusura delle discoteche, problema assolutamente marginale nella nostra regione, il Governo ci avesse dato i poteri e i fondi per poter fare i lavori dentro gli ospedali», risponde Marsilio.
NUOVI POSTI LETTO. Lavori che sono partiti con mesi di ritardo e che saranno conclusi entro la fine dell’anno. «Li stiamo facendo ora perché ho ricevuto l’autorizzazione dal Governo solo l’8 ottobre», spiega Marsilio. «Si tratta di interventi di potenziamento, che significa avere in ogni Asl 16 nuovi posti di terapia intensiva dedicati al Covid (a Chieti saranno 18), più o meno altrettanti posti di terapia subintensiva, più altri posti letto nel reparto di cure non intensive. Se fossimo partiti almeno ad agosto, oggi i lavori sarebbero completati e avremmo avuto circa 30 posti in più in terapia intensiva, ma il Governo ci ha fatto perdere due mesi». Quali sono le tempistiche ora? «Ai progettisti a cui abbiamo affidato i lavori abbiamo chiesto e ottenuto di rinunciare ai 45 giorni che da contratto hanno a disposizione», risponde Marsilio, «e quasi tutti stanno consegnando i progetti in 20-25 giorni. Stiamo dimezzando i tempi di progettazione. In alcuni casi i lavori sono già cominciati e finiranno entro la fine dell’anno».
I VACCINI ANTINFLUENZALI. Altro tema affrontato è quello dei vaccini antinfluenzali, con Marsilio che smentisce l’emergenza e respinge le accuse mosse dall’opposizione. «I vaccini ci sono, li abbiamo acquistati in maniera sufficiente per tutte le persone che ne hanno bisogno. Il problema è un altro: come avvenuto per le mascherine e i tamponi, in tutto il mondo c’è una richiesta moltiplicata. I vaccini ce li stanno consegnando in ritardo le aziende farmaceutiche, non è l’Abruzzo ad essere in ritardo. Quando un politico racconta il falso dicendo che la Regione non ha i vaccini, è un delinquente perché fa azioni criminali».
GLI AIUTI ECONOMICI. L’emergenza sanitaria viaggia di pari passo con quella economica. «Abbiamo messo altri sei milioni per le imprese che hanno fatto investimenti in Abruzzo», dice Marsilio. «Sul fondo perduto, copriremo fino a 50 milioni e daremo ristori a tutte le imprese che hanno avuto un calo di fatturato rispetto al Covid. Abbiamo messo altri fondi per sviluppare l’aeroporto, 800 mila euro per reperire nuovi voli e nuove rotte. Fino a 2mila euro per i fotografi, soldi alle agenzie di viaggio e stiamo studiando misure per la montagna in vista della stagione invernale».
LA SCUOLA. Sulla gestione dei trasporti in ambito scolastico si poteva fare di più? «Abbiamo esteso al massimo l’offerta. Abbiamo preso tutti i pullman turistici che ora non vengono usati e li abbiamo messi a disposizione per rafforzare le corse.
Abbiamo chiesto agli istituti scolastici di differenziare gli ingressi per consentire di distribuire sui pullman meno studenti per volta. Le scuole, però, sono rimaste con l’apertura alla stessa ora».
IL CASO NAPOLI. L’ultimo Consiglio regionale ha approvato il progetto di legge che dispone la variazione di bilancio per il triennio 2020/2022 al fine di individuare la copertura finanziaria di circa 14 milioni di euro relativa alla convenzione tra la Regione e il Napoli calcio che per sei anni (più sei) svolgerà il ritiro a Castel di Sangro. Marsilio replica alle polemiche dell’opposizione. «Qualcuno sta facendo passare l’idea che siccome c’è il Covid, in Abruzzo non si debbano ospitare eventi che portano benefici a livello economico, di immagine e di marketing. L’opposizione faccia il suo mestiere, ma lo faccia in maniera sensata. Non abbiamo pagato il Napoli solo per fare il ritiro a Castel di Sangro, cosa che ha dato comunque per settimane una visibilità enorme alla regione, ma abbiamo anche acquistato spazi sui social di una società che ha 80 milioni di tifosi e riempito a settembre tutti gli alberghi della zona interessata. L’emergenza si combatte anche dando ossigeno alla nostra economia. Ben venga il Napoli in Abruzzo».

