Mascherine dai commercianti

30 Marzo 2020

Ci sono anche “Il risveglio di Manuela” e le Donne biancazzurre

PESCARA. I commercianti pescaresi, l’associazione “Il risveglio di Manuela” e le donne biancazzurre. Continua la gara di solidarietà in favore di medici e infermieri dell’ospedale civile di Pescara per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale e di materiale sanitario.
Il comitato dei commercianti “ViviamoPescara” ha «fatto partire», informa la presidente Marina Dolci, ideatrice dell’iniziativa, «la produzione di mascherine artigianali da consegnare all’associazione Val Pescara Protezione civile», diretta da Antonio Romano. Le designer delle mascherine sono Daniela, Aska, Alida e Annalisa.
Il «grazie» di Romano, perché «le mascherine sono un bene di prima necessità difficili da reperire», in un periodo di emergenza, quindi «donazioni come queste sono vitali. Saranno riforniti tutti i volontari che giornalmente si adoperano per consegnare medicinali e generi alimentari a famiglie in difficoltà».
Altro grande gesto di solidarietà è quello promosso dall’associazione onlus “Il risveglio di Manuela” che raccoglie fondi per sostenere il reparto di Malattie Infettive diretto dal professor Giustino Parruti. Questo l’IIban su cui versare: IT96DO760115400001034886109. «Manuela Verna», spiegano i genitori, fondatori dell’associazione, «era un’infermiera dell’ospedale civile di Pescara che oggi sarebbe stata in prima linea perché amava il suo lavoro. Diceva sempre: “Fare tutto con amore”. Ora dal cielo vuole essere vicina a tutti gli infermieri, operatori socio sanitari e dottori del reparto».
Una raccolta fondi è organizzata dal club Donne biancazzurre, diretto da Nella Grossi che informa: «La somma raccolta al 15 aprile sarà devoluta alla Asl di Pescara con bonifico bancario, causale “erogazione liberale emergenza Covid19” . Il versamento può essere effettuato sul conto corrente con codice Iban IT65X0847315400000000125610-BIC ICRAITRRD50. Per info: 3474575898. «Non è fondamentale la grandezza del dono», afferma Grossi, «ma quella del cuore di chi dona». (c.co.)
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