Mascherine e distanza: pioggia di multe a Penne

13 Febbraio 2021

Blitz di carabinieri e vigili urbani, sanzionati anche due locali. E salgono i positivi Ma preoccupa la zona rossa. L’assessore Petrucci: economia locale in ginocchio

PENNE. Penne come tutta la provincia di Pescara, torna in zona rossa e ripiomba nell’incubo lockdown vissuto già nella primavera scorsa. Sono 26 i casi di positività attiva accertati e il numero è in continuo aumento. «L'andamento della curva dei contagi è in crescita sul nostro territorio e registriamo focolai soprattutto nelle famiglie», spiega il sindaco di Penne, Mario Semproni. «Preoccupa la forte diffusione delle varianti, in particolare quella cosiddetta inglese, che sta provocando nelle province di Chieti e Pescara un aumento dei contagi; secondo i dati la diffusione della variante inglese ha messo a dura prova il sistema ospedaliero e la capacità di tracciamento delle Asl. Invitiamo i cittadini a rispettare il distanziamento sociale, evitare assembramenti e indossare sempre la mascherina. La zona rossa», conclude Semproni, «può essere decisiva per contrastare il virus, ma tutti dobbiamo rispettare le regole».
E ieri pomeriggio i carabinieri della compagnia di Penne, guidati dal capitano Giovanni De Rosa, e gli agenti della polizia locale coordinati dal comandante Natalino Matricciani, hanno controllato cinque locali della movida pennese. E due locali sono stati sanzionati: uno per aver ammesso la presenza al tavolo a più di 4 persone e l'altro per il mancato uso dei dispositivi di sicurezza. Sono state inoltre sanzionate 4 persone per il mancato uso delle mascherine e altre 15 per il mancato rispetto del distanziamento.
Per un'attività di viale San Francesco è stata disposta la chiusura per tutta la giornata di oggi. I controlli di polizia e carabinieri proseguiranno con attenzione anche nei prossimi giorni, in modo da limitare situazioni che possano favorire il contagio del virus. Il ritorno in zona rossa sarà un duro colpo all'economia locale, soprattutto per le attività di ristorazione. «Dopo un anno di pandemia, la popolazione è stanca: non intravediamo l'uscita dal tunnel», osserva l'assessore Gilberto Petrucci. «Anche noi amministratori siamo stanchi e senza più energia, gli strumenti a nostra disposizione purtroppo sono limitati e non abbiamo le risorse finanziare. La terza zona rossa, calata sul nostro territorio, metterà in ginocchio l'economia locale, già a pezzi. Se chiudiamo, dobbiamo prevedere i ristori per le attività economiche e i lavoratori autonomi. Il sistema produttivo composto di piccole e medie imprese è fragile. I Comuni e i volontari non possono più sostituirsi allo Stato».