Mascherine, resta l’obbligo Da oggi il nuovo decreto

Sono in vigore le altre regole disposte dal Governo e valide fino al 30 settembre Tra le novità l’ok al ricongiungimento per i partner che vivono in Stati diversi
PESCARA . Entra in vigore oggi il nuovo decreto coronavirus che sarà valido fino al prossimo 30 settembre. Un Dpcm che proroga le regole stabilite lo scorso 7 agosto ma concede il ricongiungimento alle coppie che vivono in due Paesi diversi. È questa la vera grande novità delle misure in vigore da oggi e per tutto il mese. Fino a ieri, infatti, era vietato l’ingresso e il transito nel territorio nazionale alle persone residenti all’estero a meno che non avessero esigenze lavorative, assoluta urgenza, esigenze di salute, esigenze di studio, rientro nel proprio domicilio, abitazione o residenza. Le regole, quindi, impedivano il ricongiungimento alle coppie che vivono in Stati diversi. Nel nuovo decreto del presidente del Consiglio dei ministri è stato deciso che «è consentito l’ingresso nel territorio nazionale per raggiungere il domicilio, l’abitazione e la residenza di una persona, anche non convivente, con la quale vi sia una stabile relazione affettiva». Potranno arrivare dai Paesi esteri, quindi, le persone che sono partner di residenti in Abruzzo. Resta tuttavia l’obbligo di sottoporsi a tampone per chi torna dai sedici Paesi ritenuti a rischio, così come sono valide quelle regole che obbligano all’utilizzo delle mascherine al chiuso e nei luoghi aperti dove non si può mantenere il distanziamento. Rimangono inoltre il divieto di assembramento e il limite di capienza per i trasporti pubblici fissato all’80%.
Non cambia quindi la regola per quanto riguarda i controlli da chi rientra dalle vacanze o comunque è di ritorno dall’estero. Il nuovo provvedimento conferma la validità dell’ordinanza firmata il 12 agosto dal ministro della Salute Roberto Speranza: le persone che intendono fare ingresso nel territorio nazionale e che nei quattordici giorni antecedenti hanno soggiornato o sono transitate in Croazia, Grecia, Malta o Spagna, hanno l’obbligo di presentazione al vettore all’atto dell’imbarco dell’attestazione di essersi sottoposte, nelle 72 ore precedenti all’ingresso nel territorio nazionale, ad un test molecolare o antigenico effettuato per mezzo di tampone e risultato negativo. E poi «obbligo di sottoporsi ad un test molecolare o antigenico, da effettuarsi per mezzo di tampone, al momento dell’arrivo in aeroporto, porto o luogo di confine, ove possibile, ovvero entro 48 ore dall’ingresso nel territorio nazionale presso l’azienda sanitaria locale di riferimento; in attesa di sottoporsi al test presso l’azienda sanitaria locale di riferimento le persone sono sottoposte all’isolamento fiduciario presso la propria abitazione o dimora».
E le cautele permangono anche attraverso l’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale. Le mascherine restano obbligatorie nei luoghi al chiuso accessibili al pubblico, inclusi i mezzi di trasporto, e comunque in tutte le occasioni in cui non sia possibile garantire continuativamente il mantenimento della distanza di sicurezza. Sono inoltre obbligatorie nei luoghi della movida dove è più facile che si creino assembramenti, dalle 18 alle 6 del mattino. Confermate poi le nuove regole sui mezzi pubblici, la cui capienza limite è fissata all'80% dei posti (anche per chi viaggia in piedi) mentre gli scuolabus potranno viaggiare pieni purché i ragazzi non restino a bordo più di un quarto d'ora.
Atteggiamento ancora prudente è quello che caratterizza la linea del Governo sulla movida. Non cambia quanto stabilito lo scorso 16 agosto dal ministro Speranza. E quindi le discoteche saranno ancora chiuse. Ma non solo perché le limitazioni continueranno ad esserci anche per uno dei principali luoghi di intrattenimento, ossia gli stadi. Le partite di calcio si giocheranno a porte chiuse. Le cronache nazionali, d’altronde, raccontano come ci sia una precisa linea governativa: il ministro Speranza ha avuto una interlocuzione con i colleghi di Spagna, Francia e Germania dal cui confronto si sarebbe rafforzata l’idea di un accordo per far stabilizzare la curva dei contagi e superare uno dei principali scogli del momento, riguardante la riapertura delle scuole. È quest’ultima, d’altronde, la vera priorità per tutti. Solo dopo si potrà pensare a favorire l’accesso al pubblico negli stadi, sempre garantendo le massime condizioni di sicurezza.

