Mascherine tarocche, importatore nei guai
È cominciata dal controllo in una farmacia della Val Pescara la lunga indagine che ha portato i carabinieri del Nas di Pescara a denunciare un importatore piemontese di mascherine che ha...
È cominciata dal controllo in una farmacia della Val Pescara la lunga indagine che ha portato i carabinieri del Nas di Pescara a denunciare un importatore piemontese di mascherine che ha commercializzato 220mila mascherine dichiarate “dispositivi medici” ma in realtà irregolari perché non avevano la certificazione prevista. Dopo il blitz nella farmacia della provincia di Pescara i Nas, agli ordini del tenente colonnello Domenico Candelli, hanno accertato che i certificati di conformità delle mascherine erano irregolari così come il marchio CE per cui, coinvolgendo i colleghi di Lombardia, Piemonte e Veneto, i carabinieri hanno ricostruito tutta la catena commerciale delle mascherine rintracciante nel Pescarese (e sequestrate). E così si è arrivati prima ai grossisti e poi all’importatore, un cittadino cinese titolare di una ditta in Piemonte. È stato denunciato per frode in commercio e si è calcolato che i dispositivi che ha messo in circolazione attraverso i grossisti sono 220 mila, tutti con marchi CE e documenti irregolari, prive di ogni certificazione. Nessuna responsabilità invece per i farmacista pescarese che era all'oscuro di tutto. Delle mascherine è stato chiesto il ritiro. (f.bu.)

