Masci: «Adesso test antidroga per i dipendenti e i politici»

Dopo l’arresto del dirigente Trisi, il sindaco impone un codice etico per l’amministrazione «Occorre alzare il l livello di attenzione e di salvaguardia per la sicurezza dei pescaresi»
PESCARA. Dopo l’arresto del dirigente ai Lavori pubblici Fabrizio Trisi nell’ambito dell’inchiesta per un presunto giro di mazzette e cocaina in Comune, il sindaco corre ai ripari con una soluzione mai adottata finora dai suoi colleghi di altre città: i test antidroga ai dipendenti, consiglieri e assessori. L’annuncio choc di Carlo Masci è arrivato all’indomani della burrascosa conferenza stampa in cui il primo cittadino ha cercato di difendersi dalle accuse piovute contro di lui dall’opposizione e dai vari comitati assicurando di non essersi mai accorto di ciò che accadeva negli uffici del dirigente ai Lavori pubblici. Così, ieri il sindaco ha sorpreso tutti, persino i suoi collaboratori, imponendo d’ora i poi una sorta di codice etico antidroga per i 750 dipendenti, per i suoi assessori e per i consiglieri comunali di maggioranza.
«La cronaca di questi giorni», ha detto Masci, «ha purtroppo dimostrato che occorre alzare il livello di attenzione e di salvaguardia del Comune, verso l’esterno e verso l’interno e pertanto applicherò per analogia quanto già previsto per gli agenti della polizia locale che devono sottoporsi a un test finalizzato a riscontrare l’eventuale uso di sostanze stupefacenti e psicotrope». Secondo il sindaco, «è un provvedimento a tutela della loro salute e a garanzia dell’intera cittadinanza, considerato che si tratta di pubblici ufficiali che rappresentano un’istituzione». «Naturalmente», ha precisato, «l’adozione del test avverrà nel pieno rispetto delle leggi e delle regole in argomento e su base volontaria».
«Il codice etico», ha continuato il primo cittadino, «è uno strumento che aumenta i criteri di trasparenza e di efficienza da sempre adottati in Comune e che rispecchia appieno l’impegno dell’amministrazione nel combattere e nel prevenire l’uso di droghe e di alcol, come eloquentemente testimoniato dalle nostre politiche nel sociale». «A breve», ha affermato, «vareremo anche uno sportello di aiuto e tutela per i dipendenti tramite il quale si possa chiedere supporto alle strutture comunali per eventuali situazioni patologiche da affrontare e curare».
Poi il sindaco è entrato nel dettaglio. «I test», ha avvertito, «saranno per i dipendenti su base volontaria, ma chi ha un ruolo fiduciario avrà invece l’obbligo di sottoporsi ai controlli». Tuttavia, Masci non ha voluto parlare di eventuali sanzioni nel caso qualche dipendente, assessore o consigliere risultasse positivo al test e né dei costi dei test. «Adesso che sono stato scottato da questa vicenda», ha sottolineato, «è chiaro che alzo le barriere su un tema dirimente. Queste dipendenze possono creare problemi alla pubblica amministrazione, perché chi ha dipendenza non è libero di mente, di pensiero e di azione. Se c’è un problema bisogna affrontarlo andando anche oltre quelle che sono le normative di settore. Il test per chi svolge un ruolo politico e rappresenta i cittadini sarà per me un altro elemento di fiducia. Fino a ieri non sapevamo ciò che succedeva negli uffici, ora lo sappiamo e dobbiamo alzare le antenne. Il test darà una garanzia in più ai cittadini. Mi confronterò con il settore del Personale per verificare come possiamo introdurre all’interno delle nostre regole i test anche su base volontaria».

