Masci al Ferro di cavallo: ho mantenuto le promesse

I big del centrodestra e il presidente Marsilio al debutto del sindaco uscente «Molti pensavano che i nostri obiettivi fossero impossibili, ce l’abbiamo fatta»
PESCARA. Ha scelto via Tavo Carlo Masci per cominciare la sua campagna elettorale. In platea e poi sul finale anche sul palco, tutti i candidati delle sei liste che sostengono la sua candidatura. L’ex fortino della droga, simbolo della criminalità di Pescara, oggi rappresenta «un esempio di un cambiamento radicale ottenuto grazie al nostro impegno condiviso», ha detto Masci. «Cinque anni fa avevamo lanciato degli obiettivi che molti ritenevano impossibili, ma che noi siamo riusciti a cogliere in pieno. Pescara è cambiata, è più bella, civile, accogliente e in ogni quartiere ci si può sentire cittadini di serie A. Siamo in un luogo dove non potevano nemmeno entrare le forze dell’ordine».
Tutti d’accordo sulla bontà della scelta di partire proprio da quel posto, gli alleati di Masci, Vincenzo D’Incecco per la Lega, Lorenzo Sospiri per Forza Italia, Andrea Cocchini per Fratelli d’Italia, Michele Lepore per Pescara Futura, Berardino Fiorilli per Pescara Unica e Paolo D’Incecco per l’Udc, ma anche i deputati Guerino Testa e Nazario Pagano, e il presidente della Regione Marco Marsilio, saliti sul palco in apertura dell’evento a sostenere la candidatura del sindaco uscente.
L’evento è stato l’occasione per snocciolare «le promesse fatte e mantenute cinque anni fa», ha detto ancora Masci, «come la Bandiera Blu che conquistiamo da 4 anni e il potenziamento del verde. Il bilancio arboreo di Pescara, che viene depositato ogni 5 anni, ci dice che oggi ci sono 2.277 alberi in più. Ma noi andiamo oltre e la mia promessa è che tra 3 anni pianteremo 10mila nuove piante. Oggi sono in corso 120 milioni di euro di lavori, che riguardano scuole, strade, piazze, cultura. Vogliamo dare a Pescara un trasporto pubblico all’altezza del futuro perché oggi la città è assediata dalle macchine. Siamo tra le 100 città intelligenti e siamo quindicesimi per la digitalizzazione. Vogliamo far diventare Pescara la città dell’Erasmus, appetibile per studenti e sportivi europei. Vogliamo diventare la città dei dati e fare come ha fatto Bologna dove c’è il super computer Leonardo, e averlo qui nel nome di d’Annunzio».
Il discorso di Masci è andato avanti ricordando che a ottobre Pescara ospiterà il G7, i progetti sul fiume e sul mare, e che «sono cominciati i lavori nell’area di risulta dove realizzeremo un parco di sei ettari, un nuovo parcheggio e la sede della Regione che è attesa dal 1970 e che dovrò essere identitaria e contenere la sede della biblioteca e una sala conferenza per farla vivere tutto l’anno».
Sul palco anche l’attore Federico Perrotta, che oltre a scaldare la platea, ha sottoposto Masci a una intervista sulla falsariga di Belve. Alla domanda di rito in stile Fagnani, Masci ha risposto: «Un leone, perché cerco di combattere ogni giorno per le cose in cui credo; un’aquila perché vola alto; un delfino perché è il simbolo di Pescara».

