Masci: corso Vittorio di colore rosso come tante città europee

13 Agosto 2023

Il primo cittadino spiega i motivi della scelta che divide  «Rende attrattiva la strada a due passi dall’area pedonale»

PESCARA. Sul dibattito che si è creato sul nuovo colore rosso di corso Vittorio Emanuele, riceviamo e pubblichiamo la lettera del sindaco Carlo Masci.

di CARLO MASCI*
Caro Direttore, la ringrazio per avermi concesso spazio per fornire alcune precisazioni sul tema della riqualificazione di corso Vittorio Emanuele II, da tutti ritenuta necessaria per le condizioni in cui era ridotta sin dal 2016, con la presenza di crateri pericolosi sulla carreggiata, così ciascun lettore potrà valutare la bontà dell'intervento avendo a disposizione maggiori informazioni e potrà farsi un'opinione più compiuta. Come avevamo promesso, in dieci giorni lavorativi abbiamo completato il primo tratto, da corso Umberto a via Emilia, dopo il 21 agosto inizieremo la parte che va da via Emilia a via Genova, per riaprire tutta la strada prima dell’inizio delle scuole.
Non appena abbiamo stampato e colorato di rosso l’asfalto (con cui abbiamo sostituito il cemento ammalorato), è partito sui social e sui media, senza neanche aspettare la fine dei lavori, il solito coro di critiche strumentali da parte dell’opposizione. Certo, ricevere critiche sul colore dell’asfalto da quelli che ci hanno costretto a convivere con il grigiore e la tristezza di piazza Salotto, sembra più una conferma della loro volontà di recidiva, piuttosto che un modo per contrastare a ogni costo chi sta lavorando, senza un attimo di tregua, per la nostra città. Ma veniamo al punto.
Il codice della strada ha previsto la possibilità di realizzare “ciclovie o corsie ciclabili”, intese come strade con limite di 30 km all’ora, dove possono passare tutti gli elementi della mobilità, senza che ci sia una netta separazione tra ciclisti, automobili e autobus, dove il percorso delle bici, segnato a terra, sia sormontabile e non separato, ma che abbiano caratteristiche di riconoscibilità visiva rispetto alle strade normali. In altre parole, in queste strade le automobili e i mezzi a quattro o più ruote abdicano al ruolo di protagonisti, questo lo si capisce soprattutto dalla conformazione e dall’organizzazione dello spazio in cui devono muoversi. Per questo abbiamo evitato di fare il solito asfalto nero catrame, ma l’abbiamo colorato e stampato. Il colore rosso che abbiamo scelto è quello con cui si distinguono il 90% delle piste ciclabili e le strade a mobilità condivisa, proprio per dare una connotazione evidente a quella strada. Certamente il colore non sarà rosso accesso, si attenuerà con il tempo, ma manterrà quella caratteristica distintiva. Non dimentichiamo che quello è il corso della nostra città, a due passi da una grande area pedonale, se non possiamo rinunciare al passaggio delle automobili, almeno diamogli un chiaro segno che lo rafforzi dal punto di vista dell’attrattività. Le città stanno cambiando velocemente, dobbiamo abituarci al nuovo. Nel mondo molte strade, in particolare quelle vicino alle scuole, alle aree pedonali centrali, ai punti più sensibili, già da tempo vengono realizzate con asfalti colorati e stampati, proprio per distinguerle dalle altre. Da qui la scelta del corso colorato, d’altra parte era già colorato, anche se con la pavimentazione distrutta da anni di incuria e trascuratezza. Con questo intervento abbiamo restituito centralità a un corso che sembrava abbandonato a un destino infausto. Sul corso, negli ultimi due anni, abbiamo sostituito tutte le piante secche, abbiamo riqualificato tutto il manto stradale e a settembre partiremo con la ristrutturazione del rudere del Ferrhotel per destinarlo a residenza universitaria. Non siamo stati mai fermi, nonostante il blocco di due anni per il covid. Aggiungo che, in questo modo, utilizzando fondi Pnrr per lo sviluppo sostenibile, non abbiamo speso un euro di soldi dei pescaresi e abbiamo risanato questa importante arteria come non era mai stato fatto prima.
Al di là delle polemiche vuote, questi interventi porteranno benefici alla città, ai cittadini e ai commercianti. In questi giorni ho incontrato diversi operatori che hanno l’attività sul corso che mi hanno ringraziato per aver rimesso la loro via al centro dell’attenzione del Comune, apprezzando i lavori svolti. A quelli che dicono che abbiamo speso inutilmente i soldi, sorrido rispondendo che forse avrebbero preferito che restassero i crateri su una delle vie più importanti di Pescara. D’altra parte, quelli che parlano sono gli stessi che hanno lasciato per anni i crateri anche sotto i portici di piazza Salotto, che oggi noi abbiamo eliminato con una nuova palladiana. Così come stiamo intervenendo per risanare le strade in molte zone della città, e continueremo a farlo. Le allego qualche foto di strade e piazze di molte città europee, dove il colore caratterizza e rende più vivibili gli spazi pubblici.
Pescara deve avere la forza e la capacità di osare, deve mettere in campo quello spirito innovativo che l’ha sempre caratterizzata, deve stupire, essere originale, avere la capacità di sognare, deve guardare alle città modello di cambiamento. Se non avessimo avuto questa visione non avremmo mai neanche pensato di ottenere la Bandiera Blu, di demolire il Ferro di Cavallo, di realizzare un Museo Archeologico al campo Rampigna, cose che sembravano impossibili prima che si avverassero. Pescara continuerà a guardare avanti, perché questo vogliono i pescaresi.
(*sindaco di Pescara)