Masci: «Dimissioni? Non ci penso Mi giudicherete alle elezioni»

All’indomani del consiglio, il primo cittadino commenta le contestazioni di associazioni e opposizioni «Stiamo realizzando opere che nessuno aveva mai pensato, è normale che ci sia qualcuno contrario»
PESCARA. «È normale che ci sia qualche protesta per le opere che vengono realizzate. Ma noi stiamo lavorando per il bene della città. Le dimissioni? I cittadini ci giudicheranno alle elezioni del 2024». Sono le parole pronunciate da Carlo Masci all’indomani di un consiglio comunale di fuoco con urla, insulti e richieste di dimissioni del sindaco da parte di associazioni e opposizione. La seduta era dedicata ai fatti che hanno portato all’arresto dell’ex dirigente Fabrizio Trisi nell’ambito dell’inchiesta su un presunto giro di mazzette e droga nel settore Lavori pubblici. «Il Comune di costituirà parte civile».
Sindaco, è stato un consiglio comunale durissimo. Si aspettava le contestazioni?
«È stato un consiglio aperto in cui i cittadini che hanno da rivendicare qualcosa si sono espressi in aula. Io ne ho visti tanti di consigli aperti e quindi non mi meraviglia neanche il tono di alcuni cittadini, perché se vivono un disagio diretto e possono manifestarlo in consiglio lo fanno. Il tema è un altro, ossia le scelte che un’amministrazione deve fare: sono scelte che riguardano tutta la città e devono tenere conto sì di tutte le esigenze, ma alla fine è necessario trovare una sintesi che sia la migliore per una comunità, non per i singoli soggetti che continueranno a protestare. Se c’è un interesse superiore, quello particolare deve fare un passo indietro».
A che cosa si riferisce?
«Faccio un esempio che vale per tutti: la strada parco. Ossia, la strada che tutte le amministrazioni hanno ritenuto dovesse essere dedicata a un trasporto pubblico per ridurre traffico e smog. Tutte le giunte passate, nel corso di 26 anni, hanno ritenuto che ci fosse un percorso dedicato. C’è chi protesta perché abitando di fronte alla strada parco ritiene che non ci debbano passare i mezzi pubblici e debba rimanere libera. Questi cittadini anche ieri (lunedì, ndr) sono venuti a protestare contro la mia persona sindaco, ma prima di me ce n’erano altri che avevano fatto la stessa scelta. Quindi, io non mi sento attaccato come Carlo Masci».
Ma in consiglio c’erano anche i cittadini di altre zone che protestavano.
«Arriva il momento in cui le cose si devono fare. In aula c’erano persone che protestavano per l’asilo nido al posto di un parco o di un orto urbano. L’asilo serve a Pescara? Sì, però loro chiedono di farlo altrove. Noi lo facciamo dove il Prg indica che si può fare, tenendo conto che abbiamo un finanziamento».
E le contestazioni per viale Marconi a 4 corsie?
«Viale Marconi a 4 corsie non l’ho pensato io, ma chi mi ha preceduto. Era un progetto esecutivo con 2 corsie preferenziali che noi abbiamo mandato in gara, elaborato dalla giunta Alessandrini. Il progetto non lo giudico perché sono un sindaco e un avvocato. Io valuto la filosofia e gli obiettivi, ossia creare a Pescara un asse longitudinale che parta da Montesilvano, arrivi all’università, allo stadio e al tribunale con un percorso dedicato al mezzo pubblico e in questo contesto viale Marconi diventa essenziale. Lo stesso pensava la precedente giunta, visto che ha chiesto un finanziamento alla Sus (Sviluppo urbano sostenibile) e lo ha ottenuto dal ministero. Purtroppo se si fanno le corsie preferenziale si deve rinunciare ai posti auto».
Sono però tante le associazioni che protestano.
«Ciascuna associazione ha un interesse particolare del tutto legittimo, ma che contrasta con l’interesse pubblico di una città in cui ci saranno più asili, più mezzi pubblici, in cui il verde non sarà più secco. Se c’è un interesse pubblico, il privato deve fare un passo indietro. Se poi la logica è non fare niente per ognuno che protesta, la città si ferma come è successo con l’amministrazione Alessandrini di cui non si ricorda un lavoro pubblico. Noi abbiamo ascoltato sempre tutti. Le proteste dell’associazione Nuova Rancitelli non le capisco, visto che abbiamo abbattuto il Ferro di cavallo».
Che cosa risponde alle richieste di dimissioni di associazioni e opposizione?
«Le dimissioni perché stiamo facendo tante cose? Io penso che la città giudicherà le cose che si fanno e su quello ci misureremo alle elezioni dell’anno prossimo».
Il caso Trisi ha bloccato l’attività amministrativa?
«Il caso, per quanto riguarda l’amministrazione, è archiviato. Ci sono stati dipendenti che avrebbero fatto degli atti riprovevoli, ma Trisi si è dimesso e due tecnici sono stati sospesi. La macchina amministrativa non si è fermata. Il Comune comunque si costituirà parte civile».

