Masci e D’Alfonso, “pace” dopo lo scambio di accuse

PESCARA. Un sorriso, forse soltanto di circostanza, e poi una stretta di mano. Da una parte il sindaco di Forza Italia, Carlo Masci, e dall’altra il deputato Pd, Luciano D’Alfonso, ex sindaco ed ex...
PESCARA. Un sorriso, forse soltanto di circostanza, e poi una stretta di mano. Da una parte il sindaco di Forza Italia, Carlo Masci, e dall’altra il deputato Pd, Luciano D’Alfonso, ex sindaco ed ex presidente della Regione Abruzzo. Il primo faccia a faccia tra i due dopo gli arresti eccellenti dell’inchiesta “Tana delle tigri” e le frecciate, è andato in scena mercoledì scorso nell’aula 31 dell’università d’Annunzio, in viale Pindaro. «Mi prendo il compito di essere irriverente», così si è presentato D’Alfonso di fronte a Masci che ha replicato: «Ti riesce abbastanza facile». L’occasione dell’incontro è stata un convegno moderato dal professor Stefano Civitarese Matteucci sul tema “Nuova Pescara come ipercittà medio adriatica sostenibile”.
Dopo la polemica sulla “Grande cocaina”, provocazione lanciata da D’Alfonso, e la replica del centrodestra – “La grande Pescara non sarà quella del grande affare” –, i toni sono tornati quelli del politicamente corretto. «La Pescara che verrà sarà un’ipercittà che guarda al futuro, con la fusione con Montesilvano e Spoltore, che potrà affermare nel suo divenire», ha detto Masci, «i precetti delle transizioni ecologica, digitale e civica. Una realtà di 200mila abitanti, con un territorio di quasi 100 chilometri quadrati, che diventerà la capitale dell’Adriatico». «A questo punto», ha detto D’Alfonso, «dobbiamo configurare un progetto di fusione, ricordando che il valore di una città non è la densità demografica ma la sua capacità di realizzare prossimità umana e sociale. Le città si fanno riconoscere perché sono generative di opportunità in più, di comodità e di appropriatezza nelle risposte ai bisogni dei cittadini e delle imprese».

