Masci e Lega vicini alla rottura La nuova giunta partirà monca

Il primo consiglio anticipato a lunedì. Ultimatum del sindaco: «Pronto a fare una squadra ridotta» Si comincerà con quattro assessori, il Carroccio minaccia l’appoggio esterno all’amministrazione
PESCARA. Nessuna schiarita, almeno per ora, sul fronte del centrodestra. Continua la guerra fredda tra Carlo Masci e la Lega sulla composizione della nuova giunta. Per questo, nelle ultime ore è spuntata l’ipotesi di far nascere temporaneamente una squadra a cinque, con il sindaco e quattro assessori, due di Forza Italia e due di Fratelli d’Italia. Lo scenario, del resto, non è cambiato nemmeno quando ieri il sindaco è stato costretto ad anticipare a lunedì prossimo la convocazione del consiglio comunale, fissato inizialmente per l’8 luglio, per poter approvare una delibera urgente, cioè il regolamento relativo alla definizione agevolata delle ingiunzioni di pagamento delle imposte. In pratica, è la riapertura dei termini per accedere al condono delle cartelle tributarie, chiamato in gergo tecnico rottamazione-ter.
MASCI-LEGA AI FERRI CORTI. Il primo cittadino, anche se la legge di fatto non fissa obblighi al riguardo, si dovrà presentare lunedì in aula con una giunta. Ieri, in un primo momento, si è pensato che questo potesse favorire una schiarita nei rapporti tra Masci e Lega e aprire così le porte ad una soluzione per la formazione della squadra di governo della città. Invece, la situazione non è affatto cambiata. Il sindaco e la Lega continuano a rimanere sullo loro posizioni. Il primo, è disposto a far entrare in giunta un uomo e due donne del Carroccio, offrendo inoltre la presidenza del consiglio comunale e l’incarico di vice sindaco. Il partito di Salvini non accetta imposizioni e pretende il posto per due uomini e una donna, più la presidenza del consiglio, indicando anche i nomi dei prescelti.
PRONTA UNA GIUNTA MONCA. Ieri il sindaco ha inviato un messaggio a tutti i partiti invitandoli ad una riflessione in tempi brevi, visto che lunedì si svolgerà il consiglio comunale. «Se da qui a lunedì, quando dovrò approvare prima in giunta e poi in consiglio la delibera sulle imposte, la situazione sarà ancora in stallo», ha detto Masci, «farò una giunta ridotta lasciando tutte le aperture per risolvere la questione e tenendo conto delle quote di genere nel rispetto della legge». «Sarà comunque una giunta assolutamente valida», ha affermato, «partirà ridotta, quindi, se ci dovesse essere ancora necessità di un supplemento di riflessione da parte dei partiti per trovare un’intesa».
«Io ho scritto una nota ai partiti», ha rivelato, «invitandoli a fare un supplemento di riflessione, perché la discussione è concentrata esclusivamente su una quota di genere, mentre il resto è tutto definito. Un supplemento di riflessione che, mi auguro, debba portare ad un accordo complessivo tenendo conto di tutte le anime della coalizione. Abbiamo vinto tutti insieme e dobbiamo rimanere tutti insieme». «Comunque», ha concluso, «aspetterò ancora per decidere, ho tempo fino alla convocazione della giunta per l’approvazione della delibera». Quindi, il sindaco potrebbe ufficializzare la giunta anche lunedì mattina.
ENTRANO SOLO IN QUATTRO. Se non ci saranno novità tra oggi e domani, dunque, Masci partirà con una squadra ridotta. Si parla di quattro assessori, rispettando però le quote di genere. Due assessori sono stati già nominati nei giorni scorsi. Si tratta di Luigi Albore Mascia e Isabella Del Trecco, entrambi di Forza Italia. Ieri, è stata fatta la nomina anche di Alfredo Cremonese, di Fratelli d’Italia. Dopo di lui dovrebbe entrare la sua collega di partito Mariarita Paoni Saccone, che ha già firmato la sua disponibilità giovedì sera.
RISCHIO ROTTURA. La Lega, di fronte alla nascita di una giunta ridotta, potrebbe mettere in atto quello che va minacciando ormai da giorni, ossia l’appoggio esterno all’amministrazione. Se così fosse l’elezione del nuovo presidente del consiglio, fissata per lunedì in aula, si potrebbe trasformare in uno scontro nel centrodestra.
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