Masci: «Il ballottaggio? Sì, nel libro dei sogni di Costantini. Siamo alla sagra di chi la spara più grossa»

Pescara, verso le elezioni bis. Il sindaco uscente risponde al candidato del centrosinistra
PESCARA. "A poche ore dal voto dell'8 e 9 marzo Carlo Costantini annuncia cosa farebbe all'inizio del suo mandato da sindaco, ma le sue dichiarazioni sono solo un tentativo estremo e disperato di recuperare terreno, essendosi chiaramente reso conto che l'ipotesi di andare ballottaggio il 22 e 23 marzo è talmente remota, praticamente impossibile, da entrare a pieno titolo in un libro dei sogni". Lo afferma il candidato sindaco del centrodestra Carlo Masci in una nota.
"Due anni fa Carlo Costantini parlava dei semafori intelligenti come se fossero il male assoluto, una iattura per tutti gli automobilisti che evidentemente, per Costantini, potevano tranquillamente passare con il semaforo rosso senza subire sanzioni. Semafori trappola, li definiva - aggiunge -. Adesso, invece, ammette candidamente in tv che in caso di elezione li lascerebbe attivi 'dove necessario'. E quindi deduco due cose: la prima è che Costantini non è affatto contrario, anzi ci ha fatto un pensierino, e la seconda è che pensa di decidere lui dove metterli, immaginando il sindaco come una specie di monarca che stabilisce in autonomia dove posizionare i semafori intelligenti e dove toglierli, per preservare la sicurezza degli incroci, senza tenere conto delle necessarie e obbligatorie indicazioni tecniche".
"D'altra parte - continua - in questa campagna elettorale abbiamo assistito a candidati sindaci che hanno la presunzione di conoscere tutto (senza leggere mai una delibera o una determina), di potersi sostituire sulla sicurezza e sulla viabilità ai prefetti, ai questori, ai comandanti delle varie forze dell'ordine e della Polizia Locale. Non mi meraviglio più di nulla oramai, siamo alla sagra di chi la dice più grossa".

