Masci: «Io non lascio, continuerò il lavoro per il bene della città»

16 Giugno 2023

Il sindaco respinge la richiesta di dimissioni di Pd e M5S Ma la Lega avverte: «Adesso fai più controlli sui dirigenti»

PESCARA. «Sono appena rientrato a Pescara e ho bisogno di 24 ore per comprendere quanto avvenuto. Domani (oggi, ndr) in conferenza stampa illustrerò la mia posizione, ma smentisco categoricamente possibili dimissioni». Sono le parole pronunciate ieri da Carlo Masci appena rientrato in Comune dopo aver partecipato per tre giorni ad una missione istituzionale in Israele e mercoledì scorso ai funerali di Silvio Berlusconi a Milano.
Il sindaco non ha voluto dire di più in merito all’inchiesta per un presunto giro di mazzette e droga che ha portato all’arresto del suo dirigente di fiducia al settore Lavori pubblici Fabrizio Trisi. Lo farà oggi durante un incontro, convocato da lui stesso ieri, con gli organi di informazione. Incontro in cui saranno presenti anche assessori e consiglieri.
«NON MI DIMETTO» In mattinata, si era sparsa la voce di possibili dimissioni del sindaco. Ma dopo un rapido confronto con il presidente del consiglio comunale Marcello Antonelli, il sindaco si è affrettato a sgomberare qualsiasi dubbio. In realtà, sono state, in questi giorni, le opposizioni a chiedere a Masci di dimettersi. Prima il Pd, mercoledì scorso e poi il Movimento 5 Stelle, ieri. Il sindaco si è preso 24 ore per studiare bene le carte, ma la risposta alla minoranza l’ha già data.
RIUNIONI E TELEFONATE Il ritorno a Pescara del sindaco, come era prevedibile, è stato piuttosto agitato. Nella giornata di ieri si sono susseguiti riunioni e contatti telefonici con gli esponenti della maggioranza. Masci in mattinata ha incontrato gli assessori per parlare dell’inchiesta, poi nel pomeriggio ha ricevuto i consiglieri di centrodestra. Da tutti ha ottenuto il via libera per continuare il suo lavoro.
ALTOLà DI LEGA E FDI Tuttavia, la maggioranza resta in fibrillazione. Ieri, la Lega ha voluto lanciare un avvertimento a Masci. «Non si può fare finta di nulla dopo quello che è successo», hanno detto esponenti del Carroccio, «è evidente che ci sono alcune attività che vanno profondamente ristrutturate. A cominciare dal settore Lavori pubblici con l’estromissione di tutti coloro che sono coinvolti in questa vicenda. Ma si deve anche immaginare un’implementazione dei controlli in via preventiva andando oltre le misure previste dall’Anac (Agenzia nazionale anti-corruzione, ndr), proprio perché si deve prendere atto che è accaduto qualcosa di grave». «Da una parte», ha aggiunto la Lega, «si deve marcare la totale distanza della parte politica da quello che è accaduto, però non si può fare finta di non vedere che sia accaduto qualcosa di sconvolgente».
Da Fratelli d’Italia, invece, arriva la richiesta di una riunione di maggioranza per parlare della bufera che ha travolto il Comune. «Bisogna verificare bene ciò che è accaduto», ha detto il coordinatore provinciale di FdI Stefano Cardelli, «certo una riflessione va fatta. I dirigenti sono una cosa, la politica un’altra, ma quest’ultima ha il compito di verificare. Se questo non è avvenuto bisogna parlarne facendo un approfondimento. Sicuramente un corto circuito c’è stato e va affrontato».
CONSIGLIO STRAORDINARIO Intanto, l’opposizione ha richiesto una seduta straordinaria del consiglio comunale per parlare della gestione del settore Lavori pubblici con i fondi del Pnrr e delle procedure anti-corruzione del Comune. Antonelli ha convocato per lunedì una conferenza dei capigruppo per fissare la data del consiglio. Ma ieri il Movimento 5 Stelle è tornato a chiedere le dimissioni del sindaco. «Masci», hanno precisato i consiglieri, «deve dimettersi al più presto. Al Comune di Pescara va restituita dignità e autorevolezza per gestire in trasparenza i 100 milioni di euro di opere da appaltare». Invece il Pd, mercoledì scorso, ha inviato una nuova lettera a Masci per sottoporgli 14 domande sulla gestione dei lavori pubblici alla luce di ciò che è accaduto.