Masci: «Mai più le case sulla spiaggia»

Il sindaco commenta la sentenza su Pescaraporto: il Consiglio di Stato ci ha dato ragione, no alle abitazioni sulla riviera sud
PESCARA. Sul lungomare di Porta Nuova non verranno mai realizzati appartamenti. Lo ha confermato ieri il sindaco Carlo Masci commentando la sentenza del Consiglio di Stato che ha messo la parola fine alla possibilità della società Pescaraporto di ottenere il cambio di destinazione d’uso nell’area di sua proprietà, accanto all’ex Cofa, per realizzare abitazioni, anziché uffici. Quella sentenza, definita storica dal primo cittadino, ha confermato la decisione già adottata dai giudici del Tar e oggetto del ricorso al Consiglio di Stato da parte della società, di cui sono soci gli imprenditori Mammarella e i figli dell’avvocato Giuliano Milia.
«Il pronunciamento del Consiglio di Stato», ha detto il sindaco durante una conferenza con il presidente del consiglio comunale Marcello Antonelli, la dirigente dell’Avvocatura comunale Paola Di Marco e l’avvocato Antonella Manso che ha seguito il lungo contenzioso legale, «non fa che validare la posizione assunta dalla mia amministrazione confermando la bontà dell’operato dell’Avvocatura dell’ente nel procedimento. Contro il cambio della destinazione d’uso di quell’area è stata fatta una battaglia storica, la società si è opposta ma ha perso, sia davanti al Tar, che al Consiglio di Stato». «Un ringraziamento doveroso», ha affermato Antonelli, «va all’ex assessore Stefano Matteucci Civitarese, che predispose la delibera, votata dal consiglio comunale, con cui fu respinta la richiesta di destinazione d’uso. Questa è una sentenza importante che conferma che a Pescara non si faranno le case sulla spiaggia. Quando si deve intervenire in variante al Prg, la competenza è del consiglio comunale e non di un dirigente come è accaduto in passato per il caso di Pescaraporto. Per questo, in futuro dovremo aumentare i controlli sugli atti dei dirigenti». Il riferimento è a un dirigente comunale che nel 2012 rilasciò i permessi alla società. Permesso poi successivamente bloccato. «Ora dobbiamo verificare la possibilità di annullare definitivamente quel permesso», ha aggiunto.
Masci ha poi affrontato la questione del futuro dell’ex Cofa, confinante con la proprietà di Pescaraporto. «L’ipotesi di un campus universitario in quell’area è stato accantonato dall’ateneo», ha rivelato, «ora dovremo riunirci con la Regione per studiare cosa realizzare. Tra i palazzi della Regione e il campus, ci sono 100 milioni di investimenti che Pescara non deve perdere».
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