Masci: ora contribuiamo tutti a rendere bella la città

Il primo cittadino: «Dobbiamo fare in modo che Pescara sia sempre più pulita Le rastrelliere sulla riviera? Le metteremo in strada, una ogni dieci posti auto»
PESCARA. Divieto assoluto di parcheggiare le bici al di fuori degli stalli. Banditi dalle spiagge i venditori rumorosi, che richiamano i clienti con urla e fischietti. I cassonetti del centro coperti da pannelli fotografici con gli scorci più belli di Pescara, mentre quelli sulla riviera spostati all’interno delle concessioni balneari. Sono alcune delle iniziative messe in atto dal sindaco Carlo Masci, un’operazione anti degrado, volta a dare un’immagine più bella della città.
Sindaco, quali attività avete già messo in atto e quali farete per il decoro di Pescara?
Innanzitutto, attenzione massima alla pulizia delle strade. Poi c’è la manutenzione dei marciapiedi e la cura del verde. Quest’ultima è essenziale per una città, e non parlo solo di aiuole o alberi, ma anche di parchi, in modo da far trovare ai frequentatori un ambiente gradevole. Le rotatorie sono un altro elemento, perché vogliamo dare l’impressione di essere una città che cura il particolare, il dettaglio. Dopo un po’ che si ha un’immagine davanti, sembra che sia quella naturale di quel posto. Io voglio che ogni immagine di Pescara sia bella».
E poi?
C’è il discorso della mobilità. Bisogna andare verso la considerazione che la strada non è dell’automobilista, ma è del cittadino, che si esprime in più comportamenti: andando in auto, in bici, a piedi. Ci sono gli utenti deboli e quindi le persone con disabilità, gli anziani, i bambini. Ecco, le strade devono essere organizzate in funzione della necessità dell’essere umano e non di un mezzo, qualunque esso sia. Vogliamo mettere al centro il cittadino.
La bandiera blu ha accelerato il processo di miglioramento del decoro?
Il riconoscimento significa che Pescara rispetta 32 parametri di sostenibilità ambientale. È un messaggio chiaro all’esterno, di un risultato raggiunto, ma anche di un comportamento che una città deve mantenere. E in questo ciascuno deve sentirsi parte integrante. Dobbiamo fare in modo che Pescara sia sempre più pulita. L’estate scorsa abbiamo fatto una campagna contro le cicche di sigarette gettate in spiaggia distribuendo dei posacenere tascabili. Lo rifaremo, perché bisogna capire che quel gesto fa la differenza. È una questione di educazione ambientale.
Lei punta a liberare la riviera dalla sosta selvaggia delle bici, ma le persone chiedono più stalli. Cosa risponde?
Stiamo incrementando i porta bici, che sistemeremo su un posto auto ogni dieci. Non possiamo pensare di tappezzare il marciapiede di rastrelliere. Ma anche in questo è importante la collaborazione di tutti. Si deve entrare nell’ottica che non tutti possono trovare spazio per la bici esattamente davanti al proprio stabilimento, ma gli stalli possono essere anche a 50 – 100 metri dal lido.
Si ispira a qualche città?
Non c’è un unico luogo di riferimento. Cerco sempre di prendere il meglio da ogni città, riportandolo nella nostra, per rendere Pescara un esempio».
C'è qualcosa in cui ritiene che i suoi cittadini siano poco attenti?
«In generale credo che i pescaresi tengano molto alla città. Ci sono però delle battaglie da portare avanti per le quali ci vuole del tempo. Penso ad esempio all'abbandono dei rifiuti ingombranti. Presto arriveranno circa 40 telecamere che faremo girare sul territorio per beccare gli incivili. Andremo ad aumentare le sanzioni per chi non rispetta le regole. C'è un servizio di ritiro gratuito, quindi chi abbandona mobili per strada, fa solo uno sfregio alla città».
Vuole fare un appello ai pescaresi?
«Le battaglie non si vincono da sole. Dobbiamo conservare la città tutti insieme. Ciascun cittadino deve sentirsi protagonista della vita della propria comunità. Bisogna passare dalla fase delle lamentele e della protesta, alla fase della partecipazione collettiva».

