Masci: ora faremo ricorso non rinunciamo al filobus

Il sindaco contesta la decisione del Tar: «Quel mezzo di trasporto è efficiente» Attacco al comitato dei residenti: «Non vogliono alcun fastidio sotto casa»
PESCARA. Farà ricorso il Comune di Pescara contro la sentenza del Tar che, per adesso, blocca la filovia sulla strada parco. E lo farà «immediatamente». Il sindaco Carlo Masci non cambia idea sulla grande opera di 8 chilometri tra la stazione di Pescara e i Grandi alberghi di Montesilvano: «Pescara non può rinunciare a un servizio di trasporto pubblico efficiente», dice Masci, «in linea con quanto già fatto da tutte le città più all’avanguardia d’Europa, che permetta di ridurre il carico di Co2 immesso nell’aria dalle migliaia di automobili che ogni giorno aggrediscono la città». E Masci sottolinea un dato: «Soltanto da Montesilvano ne entrano oltre 40mila al giorno».
Il sindaco avrebbe voluto inaugurare la filovia entro i primi mesi del 2023 ma, ormai, è impossibile: il Tar ha ordinato un nuovo esame che coinvolgerà il Comitato Via (Valutazione di impatto ambientale) della Regione Abruzzo e il ministero delle Infrastrutture. Ci vorranno mesi e mesi, impossibile adesso stabilire quanti. E poi c’è il ricorso al Consiglio di Stato: «Confidiamo nella decisione del Consiglio di Stato, a cui ci appelleremo immediatamente per sostenere le buone ragioni del mezzo pubblico su percorso dedicato», dice Masci. Il sindaco accoglie così la sentenza del Tar lunga 61 pagine: «La sentenza non ci coglie affatto di sorpresa, l’orientamento del Tar era chiaro e conosciuto fin dalla sospensiva dell’atto del ministero, concessa a inizio anno». Ma Masci mastica rabbia e risentimento per un’opera che, difficilmente vedrà luce entro la scadenza del suo mandato fissata al 2024: «La cosa sorprendente è che da anni il ministero e la Tua fanno atti amministrativi per mandare avanti il progetto della filovia; atti che alcuni cittadini contestano per lo più a causa dell’interesse personale di non avere il fastidio del filobus su una strada che vorrebbero solo per le bici e i pedoni; il Tar sospende i procedimenti e il Consiglio di Stato annulla quanto stabilito dal Tar». Questa la conclusione del sindaco: «I lavori si rallentano e i cittadini pescaresi continuano a respirare i gas di scarico delle migliaia di auto che girano per la città».
La filovia, a contare dalla prima richiesta di finanziamento, ha compiuto trent’anni: il timbro sul documento che ha avviato una storia (per ora) infinita risale al 10 maggio 1992. Il progetto di una grande opera per collegare Francavilla a Silvi – e non soltanto Pescara a Montesilvano – resta un sogno. Non sono bastati trent’anni a cambiare il destino della strada parco, un nome che contiene un ossimoro: una strada può essere un parco? «Due domande sorgono spontanee, purtroppo entrambe senza risposta: per quanto tempo», si chiede Masci, «dovremo continuare ad assistere impotenti a questo braccio di ferro tra ministero, Tar e Tua sul trasporto pubblico in città? Quanto tempo ancora dovremo aspettare, noi pescaresi, per vedere finalmente un sistema di trasporto pubblico su percorso dedicato che colleghi Pescara e Montesilvano e attraversi tutta la città fino ai punti nevralgici del tribunale, dello stadio, dell’università?».

