Masci: Pescara non si può permettere questa storia

PESCARA. «Una città come Pescara non può permettersi una storia del genere». Lo afferma il sindaco Carlo Masci sul caso della bambina disabile di 9 anni costretta ad essere portata in braccio lungo...
PESCARA. «Una città come Pescara non può permettersi una storia del genere». Lo afferma il sindaco Carlo Masci sul caso della bambina disabile di 9 anni costretta ad essere portata in braccio lungo le scale della stazione di Porta Nuova a causa di un guasto all’ascensore tra il secondo e il terzo binario. «Non appena saputo, ho detto all’assessore competente, Nicoletta Di Nisio, di scrivere una lettera a Rfi per chiedere intervenire e ristabilire la fruibilità della stazione nel più breve tempo possibile. Adesso», dice il sindaco, «la priorità è assicurare la ripartenza dell’ascensore ma, nella nostra lettera, chiederemo anche di conoscere le motivazioni del blocco dell’impianto che va avanti da tempo. Non è possibile», commenta Masci, «che in una città moderna accadano queste cose». La bambina prende il treno da Scafa per andare all’istituto Don Orione a fare le terapie: «Mi ha colpito questo caso», riflette Masci.
Il sindaco progetta una Pescara senza barriere architettoniche: «Nel tempo, le città sono state costruite senza tenere conto di garantirne l’accessibilità a tutti. Non è sempre facile rimediare perché servono risorse economiche e c’è bisogno di tempo ma è necessario intervenire: in consiglio comunale, abbiamo approvato il Peba (Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche), si tratta di un processo di trasformazione della città verso una Pescara accessibile a tutti e senza zone precluse». (p.l.)

